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AIFA: qualche precisazione

In questi giorni si è abbattuta una tempesta sull’Agenzia Italiana per i Farmaci (AIFA) creando disorientamento nella gente.
E’ utile fare alcune precisazioni visto che l’informazione è stata molto approssimativa e spesso non veritiera.
1.Occorre tener distinti due aspetti: uno si riferisce a un’accusa di corruzione a carico di un funzionario dell’AIFA che non è il numero due dell’Agenzia come erroneamente e ripetutamente riportato, ma il sostituto del delegato italiano presso l’Agenzia europea del farmaco (EMEA). L’altra si riferisce al responsabile dell’Agenzia e riguarda aspetti di tipo amministrativo che non hanno nulla a che fare con la corruzione.
2.I mass-media hanno riportato come capo di imputazione per l’AIFA la dizione “ disastro colposo”. Si tratta di un allarme ingiustificato perché se esistono farmaci dannosi è necessario dire quali sono e soprattutto procedere al loro ritiro dal commercio. La Commissione attivata dal Ministro del Welfare ha ritenuto che non vi siano preoccupazioni per la salute pubblica. Va ricordato che non esistono farmaci innocui: tutti hanno in varia misura accanto agli effetti benefici anche effetti tossici.
3.E’ stata riportata all’attenzione del pubblico la nimesulide. Occorre chiarire che il mantenimento in commercio di questo farmaco non dipende dall’AIFA, ma dall’EMEA che ha ritenuto favorevole il rapporto beneficio-rischio purché si limitino le dosi e i tempi di trattamento. Il membro italiano all’EMEA (uno dei trenta) non è un dipendente dell’AIFA ma un esperto nominato dal Ministro della Salute.
4.L’accostamento fra l’era Poggiolini e l’attuale direzione dell’AIFA è improponibile. Dopo Poggiolini la CUF ha cancellato dal Prontuario Farmaceuticio Nazionale circa 2 miliardi di euro di fatturato dovuti a farmaci inattivi o con scarsa documentazione scientifica. L’AIFA, unica agenzia in Europa, nel 2007 è riuscita a ridurre la spesa dei farmaci del 6 per cento pur migliorando il livello di assistenza farmaceutica dell’anno precedente.
Fra l’altro, grazie alle negoziazioni dell’AIFA, i prezzi dei farmaci rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale sono mediamente inferiori di circa il 15% rispetto agli altri Paesi europei. I farmaci di fascia C hanno invece un costo superiore rispetto a quello degli altri Paesi europei perché la legge impedisce all’AIFA di controllarne la dinamica.

Silvio Garattini
Direttore
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri