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Acido retinoico e tumore al seno

Milano, 18 Maggio 2015 - Pubblicati sull’autorevole rivista internazionale EMBO Molecular Medicine, i risultati di uno studio, finanziato dall’Associazione Italiana per la Ricerca contro il Cancro (AIRC), che dimostra che circa il 70% dei modelli cellulari di carcinoma della mammella di tipo luminale, il gruppo più diffuso, e in particolare i tumori caratterizzati da positività al recettore degli estrogeni, risultano sensibili all’effetto anti-tumorale dell’acido retinoico.  Solamente il 20% dei cosiddetti tumori basali o triplo-negativi è, invece, in grado di rispondere all’acido retinoico. 

            Lo studio è stato condotto, con un approccio multi-disciplinare ed integrato, dal Laboratorio di Biologia Molecolare dell’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’, coordinato da Enrico Garattini, e svolto in collaborazione con il Dipartimento di Oncologia della Fondazione ‘Maugeri’ di Pavia e con la facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano.

            “Il lavoro – commenta Enrico Garattini, responsabile della ricerca - dimostra, tra l’altro, che l’effetto anti-tumorale è mediato da un recettore specifico dell’acido retinoico conosciuto con il nome di RARα.  Inoltre, identifica una trentina di geni che, nel loro insieme, sono in grado di predire la risposta dei diversi tipi di carcinoma mammario all’effetto anti-tumorale dell’acido retinoico. Tale “impronta” genetica ha il potenziale di essere utilizzata nella pratica clinica a livello diagnostico per la selezione dei pazienti in grado di beneficiare di trattamenti personalizzati basati sull’utilizzo di acido retinoico”.

            L’acido retinoico è il derivato attivo della vitamina A e viene utilizzato con successo dalla metà degli anni novanta nel trattamento della leucemia acuta promielocitica e svolge la sua azione attraverso un meccanismo diverso da quello dei tradizionali chemioterapici. 

            La specificità dell’effetto anti-tumorale dell’acido retinoico ha dato il via ad una notevole quantità di studi mirati a valutare l’efficacia di questo composto in altri tipi di tumori, con particolare riferimento al carcinoma della mammella che è una collezione di malattie con caratteristiche molecolari molto diverse. E’ altamente improbabile che tutti i tipi di carcinoma mammario rispondano egualmente all’effetto anti-tumorale dell’acido retinoico. Un utilizzo razionale di questo composto in ambito clinico richiede l’identificazione dei sottotipi di tumore del seno sensibili. 

 “Cellular and molecular determinants of all-trans retinoic acid sensitivity in breast cancer: Luminal phenotype and RARα expression” di F Centritto, G Paroni, M Bolis, SK Garattini, M Kurosaki, MM Barzago, A Zanetti, JN Fisher, MF Scott, L Pattini, M Lupi, P Ubezio, F Piccotti, A Zambelli, P Rizzo, M Gianni’, M Fratelli, M Terao e E. Garattini,  pubblicato on-line in data 18 Aprile 2015 su EMBO Molecular Medicine (EMBO Mol Med. 2015 Apr 17. pii: e201404670. doi: 10.15252/emmm.201404670).

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.15252/emmm.201404670/full     

 

Per ulteriori informazioni:

Sergio Vicario (Mob. 348 98 95 170)

Ufficio Stampa IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’

Metafora, Via Catania, 8 – 20133 Milano - Tel. 02 4548 5095/6