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Frailbiotrack, le radici biologiche della “fragilità”

Il 10 ottobre 2018 a Pavia è stato presentato alla Fondazione Mondino il progetto di ricerca Frailbiotrack, un innovativo studio sulle radici biologiche della “fragilità” nell’anziano, promosso da Fondazione Mondino, in collaborazione con Fondazione Golgi Cenci e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, grazie ad un contributo di Fondazione Cariplo pari a 380.000 euro.

Col termine di fragilità si intende una condizione tipica dell'età geriatrica a causa della quale l'individuo tende a rispondere in modo sempre meno efficace agli stimoli dell’ambiente circostante. L’anziano fragile non è ancora malato, ma è più vulnerabile - rispetto a un anziano non afflitto da questa condizione - a patologie che possono colpire diversi organi.

Il progetto di ricerca Frailbiotrack intende rispondere alle domande: quali differenze biologiche ci sono fra gli anziani fragili e gli anziani in buona salute? Possiamo individuare i meccanismi che causano la fragilità di chi invecchia?

Ogni individuo mostra di invecchiare in modo diverso e ci sono persone che, invecchiando, restano in buona salute. Quindi vogliamo identificare un ventaglio di diversi indicatori biologici (marcatori epigenetici, di stress ossidativo, di danno mitocondriale, di asset metabolico) da utilizzare per individuare le differenze biologiche tra i due stati - lo stato di invecchiamento e quello di fragilità - e la predizione del passaggio da uno all’altro”.

Il progetto coinvolge 17 ricercatori afferenti ai tre partner di progetto. Capofila della ricerca è la Fondazione Mondino Istituto Neurologico Nazionale IRCCS di Pavia, coordinatrice di progetto la Dr.ssa Cristina Cereda. Partner di progetto sono la Fondazione Golgi Cenci di Abbiategrasso coordinata dal Prof. Antonio Guaita, che sottoporrà il gruppo di anziani a prelievo ematico e alle necessarie valutazioni sociale, medica e neuropsicologica, e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS di Milano che, in modelli pre-clinici, identificherà quali sono i processi molecolari alle base dello sviluppo di fragilità e studierà le sirtuine come target farmacologico per la sua prevenzione. L’unità operativa sarà coordinata dalla Dr.ssa Claudia Balducci.

Il progetto Frailbiotrack ha anche l’obiettivo di promuovere una consapevolezza diffusa intorno al concetto e ai temi della fragilità, attraverso iniziative di informazione e divulgazione finalizzate alla creazione di una cultura della prevenzione. Per questo è stata avviata la campagna di comunicazione intitolata Frailtuning, per sottolineare come la fragilità possa essere intesa come una disarmonia dell’organismo e come si renda necessario, per preservare la propria salute, prendere le adeguate misure preventive per risintonizzare le proprie abitudini di vita.

Per informazioni e approfondimenti, è on line il sito www.frailtuning.net