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In anticipo a scuola? Sì, ma attenzione e con precauzione

 Anticipare l’ingresso a scuola non solo può influenzare il rendimento scolastico, ma può anche condurre ad una diagnosi di deficit di attenzione/iperattività (ADHD), e non solo: sono i risultati di un recente studio italiano condotto con 4081 bambini lombardi pubblicati sulla prestigiosa rivista European Child & Adolescent Psychiatry

            Lo studio, che ha coinvolto 18 Unità di Neuropsichiatria lombarde, ha utilizzato i dati, raccolti nell’ambito del progetto sull’ADHD, sostenuto dall’Assessorato al Welfare della Regione Lombardia, sulla popolazione dei nati tra il 1991 e il 1996 e giunti all’attenzione dei Centri di riferimento regionali per l’ADHD e coordinato dal Laboratorio per la Salute Materno infantile dell’IRCCS Istituto Mario Negri di Milano. In Italia, i bambini iniziano la scuola durante l'anno solare quando compiono 6 anni, con l'anno scolastico che inizia a metà settembre. Pertanto, i bambini nati prima in un anno scolastico sono nati a gennaio (6 anni e 8 mesi) e i più giovani a dicembre (5 anni e 8 mesi).

            Sinora alcuni studi, anche italiani, avevano documentato che gli studenti più “giovani” ottengono mediamente risultati scolastici inferiori rispetto ai loro compagni di classe più grandi, non solo all’inizio della scuola, ma anche negli anni successivi. L’età di accesso alla scuola può quindi influenzare un efficace apprendimento.

            I risultati di questo studio hanno mostrato che i bambini più piccoli avevano più probabilità di essere diagnosticati con ADHD rispetto ai loro coetanei più anziani dello stesso anno: i bambini di 6-9 anni nati da maggio ad agosto avevano il 20% in più di probabilità di essere diagnosticati e quelli nati nel settembre-dicembre il 69%, rispetto ai bambini più grandi nati da gennaio ad aprile. Analoga associazione anche per i ragazzi di oltre 10 anni d’età a conferma che il rischio si mantiene nel tempo. Inoltre i bambini più giovani avevano un rischio maggiore di essere bocciati negli anni successivi. La questione della composizione delle prime classi della scuola primaria non riguarda quindi tanto le capacità cognitive del bambino, il fatto per esempio che sappia già leggere e scrivere, quanto più la maturità emotiva e affettiva. Il bambino può essere intelligentissimo ma non riuscire a star fermo e a concentrarsi per i tempi richiesti dalla scuola. Il bambino può non essere in grado di fare qualcosa che non corrisponde al suo stadio di sviluppo facendolo sentire inadeguato, affaticato e in difficoltà nel controllo dell’emotività perché “ancora piccolo per la sua età.

               Ma i risultati aggiungono per la prima volta a livello internazionale ulteriori informazioni di conoscenza: il rischio per i bambini più piccoli di una classe scolastica non è solo di essere diagnosticati con ADHD, ma anche di poter essere diagnosticati per altri disturbi quali quelli d’ansia, dell’apprendimento e quelli oppositivi/provocatori. Quindi un inadeguato sostegno a interventi educativi appropriati all’ ”immaturità relativa” degli scolari più piccoli può condurre alla diagnosi di differenti disturbi del neurosviluppo.
               I risultati di questo studio hanno implicazioni per gli insegnanti, i genitori e i medici (pediatri e neuropsichiatri). Con una ampia variazione di età nella stessa classe, insegnanti e genitori possono erroneamente attribuire l'immaturità ad un bambino. Questo potrebbe portare i bambini più piccoli nella classe ad aver maggiori probabilità di essere indirizzati ad un servizio di neuropsichiatria per una valutazione per l'ADHD o di un disturbo psichiatrico dell’età evolutiva. Genitori e insegnanti, nonché i medici che devono eseguire valutazioni dello sviluppo dei bambini, dovrebbero tenere a mente l'età relativa del bambino. Dal punto di vista dell'istruzione, dovrebbe esserci flessibilità dei percorsi con un approccio individualizzato per soddisfare al meglio i bisogni del bambino e stimolare la sua indipendenza.
            Infine, un’ulteriore considerazione è necessaria per quei bambini che compiono i 6 anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento e che in Italia possono essere iscritti in anticipo alla scuola primaria. Possono quindi frequentare la stessa classe bambini nati il 1 gennaio di un determinato anno e bambini nati il 29 aprile dell’anno successivo: 18 mesi di differenza. I risultati di questo studio invitano ad una ulteriore attenta valutazione da parte della famiglia prima di presentare la richiesta di iscrizione anticipata perché per questi bambini gli esiti negativi potrebbero essere anche maggiori.

Maurizo Bonati, Massimo Cartabia, Michele Zanetti, Laura Reale, Anna Didoni, Maria Antonella Costantino, the Lombardy ADHD Group. Age level vs grade level for the diagnosis of ADHD and neurodevelopmental disorders. European Child & Adolescent Psychiatry. 06 June 2018. https://doi.org/10.1007/s00787-018-1180-6

 

Comunicato Stampa

Milano, iperattività e deficit d’attenzione tra i bambini a scuola. Rischio più alto per i «primini» - Articolo del Corriere della Sera di giovedì 14 giugno  2018