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The Future of Humanity through the Lens of Medical Science: Rewriting the Contract

Nobile Collegio Chimico Farmaceutico

L’Università moderna nasce in Italia, a Bologna, nel 1088, quando ha luogo uno straordinario evento per il futuro dell’umanità: la creazione di una comunità di studiosi dedicati alla ricerca e soprattutto alla trasmissione del sapere alle generazioni future. Dopo Bologna, a Padova, e poi a Pavia, Salerno, poi in tante altre città dell’Italia e dell’Europa e del mondo, nascono e crescono le Università, dove gli studiosi, umanisti e scienziati, contribuiscono al progresso dell’umanità. Per mille anni l’idea che la ricerca e lo studio sono al servizio della società ha animato le speranze della civiltà umana.

Il nostro secolo ci pone oggi davanti a sfide che non hanno precedenti, e che mettono alla prova la sostanza stessa della nostra speranza per il futuro. Oggi è tutto molto fragile. La fiducia millenaria nella perfezione dell’umanità sta andando in frantumi. Lo spirito di collaborazione tra i popoli si indebolisce. Le nazioni tornano a chiudersi in se stesse, la cosiddetta globalizzazione è vista come una minaccia. La violenza, lo scappare dalle guerre e la paura stanno sostituendo il concetto di pace, del dare asilo, e della sicurezza. L'ansia crea intolleranza. Occorre allora una profonda riflessione per prefigurare quale sarà il futuro dell’umanità, e come ridare speranza ad una nuova visione della nostra vita su questo fragile pianeta.

È per questo che nasce l’idea di affidare il compito di affrontare i grandi temi che riguardano il nostro futuro ad alcuni tra i più grandi scienziati del mondo, che si confronteranno in un Convegno che si intitola “The Future of Humanity through the lens of Medical Science”, il futuro dell’umanità visto dalla prospettiva della scienza medica, ricordando nel titolo il cannocchiale di Galileo, il suo rivolto al cielo, quello degli scienziati ad esplorare il nostro mondo: dai cambiamenti climatici all’inquinamento e l’ambiente, alla migrazione, alla discriminazione di genere, alla disabilità. Scienziati che dovranno rispondere alla domanda se e come la medicina moderna e l’intelligenza artificiale possano ancora aiutare l’umanità.

Questo convegno nasce anche per incoraggiare il dialogo fra le due forze intellettuali più potenti del mondo: la scienza e la religione, attraverso cui passa il futuro dell’umanità. Questi due mondi che sembrano ad alcuni in opposizione, in realtà hanno un grande obiettivo comune, trovare soluzioni che diano speranza alle generazioni che verranno, migliorando le condizioni di salute, prevenendo le malattie e riducendo la povertà: in una sola parola dare un futuro all’umanità.

Sede del convegno sarà il Nobile Collegio Chimico Farmaceutico, che si trova nella splendida cornice dei Fori Imperiali e che fu fondato a Roma nel 1429 da Papa Martino V, il quale donò alla Corporazione dei farmacisti romani, la Collegiata di San Lorenzo in Miranda, all'interno del tempio di Antonino e Faustina. Da sempre distintosi per la formazione culturale, accademica e scientifica, oggi è retto da 50 nobili collegiali che si sono distinti per alto merito professionale.

 

Tra i relatori avremo: Richard Horton, Direttore di The Lancet, il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, i Premi Nobel Eric Chivian e Mario Capecchi, Walter Ricciardi dell’Istituto Superiore di Sanità, Lamberto Maffei dell’Accademia Nazionale dei Lincei, Giacomo Rizzolatti dell’Università di Parma, John Sweeney, della Maynooth University,  Giuseppe Remuzzi e Silvio Garattini dell’Istituto Mario Negri.

Il convegno è organizzato da:

The Lancet
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri
Pontificio Consiglio della Cultura
Istituto Superiore di Sanità
Università degli Studi di Milano
Università Cattolica del Sacro Cuore


con il supporto incondizionato della Fondazione Internazionale Menarini.