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Una nuova strategia per prevenire l'Alzheimer

Un'eparina a basso peso molecolare, comunemente usata in clinica, potrebbe essere utilizzata con successo per la prevenzione della degenerazione cerebrale che porta alla Malattia di Alzheimer, la forma di demenza più comune nell'anziano e una delle principali cause d'invalidità.

Questo è quanto risulta da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori coordinati dalla Dr.ssa De Simoni del Dipartimento di Neuroscienze dell'Istituto Mario Negri di Milano e dal Dr. Bergamaschini dell U.O. di Geriatria dell'Ospedale Maggiore di Milano.

I risultati dello studio, ottenuti su diversi modelli sperimentali, anche se non ancora confermati nell'uomo, dimostrano che il farmaco è in grado di ridurre la deposizione cerebrale di amiloide, prevenendo la formazione delle placche neuritiche e riducendo il danno sul tessuto cerebrale circostante. Si aprono perciò nuove prospettive per la malattia di Alzheimer per la quale non vi sono attualmente terapie preventive.


Il lavoro è stato pubblicato sull'ultimo numero della prestigiosa rivista scientifica The Journal of Neuroscience, accompagnato da una presentazione speciale dell'Editor che ne sottolinea la rilevanza.


Prof. Silvio Garattini
Direttore Istituto Mario Negri
Milano


Prof. Carlo Vergani
Direttore dell' U.O. di Geriatria Ospedale Maggiore IRCCS, Milano



Milano, 28 aprile 2004

SG/93
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