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L'uomo discende anche dai virus

Chi avrebbe mai pensato, anche solo qualche anno fa, che noi uomini siamo fatti anche di virus? E che se siamo come siamo e facciamo quello che facciamo è anche perché nel nostro genoma c'è DNA di origine virale? E ce n'è anche tanto se è vero che quasi il dieci percento del nostro DNA viene da certi virus. Retrovirus, come quello dell'AIDS, e questo lo si sa dal 2001. Ma andiamo con ordine, molti milioni di anni fa questi virus hanno infettato certe scimmie. Col tempo il materiale genetico del virus si mescolava col DNA delle scimmie. Se poi questo materiale finiva negli spermatozoi e nelle cellule uovo il DNA virale passava dal primo ospite ai suoi discendenti, scimmie prima e uomo poi. E restava intrappolato lì, come lo scheletro di un Mammut dentro una roccia. Thierry Heidmann all'Istituto Roussydi Parigi per essere sicuro che fosse proprio così ha provato a togliere il fossile dalla roccia. Come? Ha identificato le sequenze virali che ci sono nel nostro DNA, le ha sintetizzate in laboratorio, le ha messe tutte insieme e le ha iniettate in certe cellule. Quelle cellule lì cominciavano a produrre retrovirus. Era la prova definitiva che nel nostro genoma c'è davvero del materiale virale.
Ora, con un lavoro appena pubblicato su Nature, ricercatori giapponesi e americani hanno documentato che nel genoma dell'uomo c'è traccia di altro materiale virale. Si tratta di virus della famiglia Borna che milioni di anni fa hanno infettato diversi animali, incluse le scimmie, per poi arrivare all'uomo. E se ce l'hanno fatta i Borna virus è verosimile che negli anni a venire se ne troverà dell'altro di materiale virale nel nostro DNA. Cosa c'è di nuovo rispetto a quello che si sapeva già sui retrovirus e perché questa scoperta è così importante? Perché per i retrovirus è semplice infilarsi nel DNA dei mammiferi loro hanno un enzima che facilita questa operazione. Ma come abbiano potuto farlo i Borna virus - che quell'enzima non ce l'hanno proprio- non si sa. Forse non sono stati i virus ad invadere il nostro genoma. Potrebbe essere che le scimmie da cui deriva l'uomo se lo siano andate a prendere questo materiale virale, e l'abbiano integrato nel proprio DNA, per averne dei vantaggi. Gli scienziati del lavoro di Nature suggeriscono addirittura che sia stato il DNA virale a favorire l'evoluzione. E chissà che non sia stata proprio la capacità di certe scimmie di integrare nel proprio genoma materiale virale a farle evolvere fino ad essere uomini.
Fantasie? Forse, ma con qualche solida base. Nella placenta dell'uomo e delle scimmie c'è una proteina virale, si chiama sincitina. Sempre Thierry Heidmann voleva sapere cosa ci facesse lì e se avesse qualcosa a che vedere con la capacità della placenta di nutrire l'embrione. Per farlo ha provato a spegnere il gene della sincitina nei topi. La placenta si formava lo stesso, ma era diversa da una placenta normale, era piccola e deformata e gli embrioni morivano. Senza sincitina insomma non c'è placenta e non ci sono embrioni. Vuol dire che se non fosse per una proteina di origine virale nessuno di noi avrebbe potuto nascere.
Tanti oggi pensano che manipolare un embrione di poche cellule sia un po' come violare la sacralità della vita. Può darsi che sia così. Ma è tutto molto più complesso. Forse se siamo uomini è grazie a certi virus e ancora oggi perché un embrione di poche cellule possa crescere fino ad essere un bambino servono proteine virali. Basta e avanza per mettere in crisi tanti dogmi.

Giuseppe Remuzzi