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Un'idea per i ricercatori italiani: diventare avvocati della scienza

L'uomo (quello americano per lo meno) non tornerà sulla luna ma il budget per la NASA nel 2011 aumenterà dell'1.5 per cento per arrivare a 19 miliardi di dollari. E' solo una parte di quello che Barack Obama ha chiesto di poter spendere in scienza e tecnologia nel 2011. Sessantasei miliardi di dollari, quasi il 6 per cento in più di quello che il governo ha stanziato per la ricerca scientifica quest'anno. Se le richieste di Obama saranno accolte, nel 2011 ci sarà 1 miliardo in più per i National Institutes of Health da dedicare alle scienze della vita e alla salute dell'uomo (ne avremmo voluti di più – ha commentato Francis Collins - ma riuscire ad aumentare il budget in un momento di crisi dimostra quanto al Presidente stia a cuore la scienza). Il dipartimento dell'energia avrà 28 miliardi, molto più di quest'anno. La Fondazione Nazionale per la Scienza avrà soldi soprattutto per l'ambiente. Partirà un programma speciale, si chiama “re-energyse” per consentire a 8500 studenti di essere entro il 2015 esperti di quell'energia che viene dal sole e dal vento. Insomma negli Stati Uniti la crisi economica è diventata un'opportunità per far decollare progetti che se no non sarebbero mai stati realizzati.
Che si possa uscire dalla crisi solo attraverso l'innovazione lo dicono tutti, anche da noi. Di innovazione si scrive moltissimo, di ricerca molto poco. Strano perché l'innovazione parte tra i banchi di scuola e cresce nei laboratori. Cose ovvie per gli scienziati. Ma non è detto che lo siano per i politici e nemmeno per la gente. “The role of doctors in advocacy” ha scritto qualche tempo fa il direttore del Lancet per dire che i medici devono farsi avvocati e non permettere che ai diritti dei loro ammalati ci pensino gli altri. Facciamoci anche noi, tutti i ricercatori che ci sono in Italia, avvocati della scienza. Più ricerca nel campo della fisica, della medicina, della matematica, dell'agricoltura, dell'ambiente, aiuterebbe a realizzare grandi risparmi e ad avere anno dopo anno sempre più posti di lavoro.

Giuseppe Remuzzi