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Un rene è un diritto, l'intelligenza non c' entra

Stefano (non è il suo vero nome) nasce che è già malato, una malattia rara: colpisce tutti gli organi e perfino il cervello. A un certo punto serve la dialisi, Stefano ha appena 10 anni. Chi non ha mai visto un bambino in dialisi non può nemmeno immaginare quanto si stia male. E per Stefano malato di mente è anche peggio. Urla tutto il tempo, gli infermieri non sanno più a che santo votarsi. I genitori sempre lì, provano a distrarlo ma non ci riescono quasi mai. «Se almeno si potesse sperare in un trapianto...», se lo dicono fra loro a casa, le poche volte che Stefano finalmente dorme. È la mamma che un giorno trova il coraggio di parlarne a un medico. Quello allarga le braccia: «Signora, con i pochi reni che ci sono... Uno come Stefano non lo trapianteranno mai, non si faccia illusioni». La mamma gira diversi ospedali, la domanda è sempre la stessa. Alla fine il trapianto si fa. Stefano va a scuola adesso, una scuola speciale, rintanato in un angolo, a lui basta vedere gli altri che giocano. Quando viene in ospedale per i controlli se ne sta lì con una pallina di gomma tra le mani. I controlli li fanno la mamma e il papà e sono attentissimi a tutto. Quella di Luigi è una storia diversa, lui alla dialisi ci aveva fatto l' abitudine ma non faceva che quello: casa e dialisi. Era allegro anche allora, ma adesso fa un sacco di cose, ceramica, ping pong e va in montagna sempre col fratello (si assomigliano come due gocce d' acqua). In ospedale per i controlli ci viene più spesso di quanto serve. Un po' per far vedere quanto è bravo a prendere i farmaci, un po' per trovare gli amici: «Ciao Remuzzi come stai? Come ti va la vita?». E se Stefano e Luigi fossero solo due casi fortunati? Non è così. Un' analisi di tutti i dati della letteratura medica fatta negli Stati Uniti dimostra che il trapianto in chi ha qualche forma di ritardo mentale va come vanno tutti gli altri. Insieme a Luigi ha fatto un trapianto nello stesso ospedale un professore famoso intelligentissimo. La dialisi l' aveva tolto al suo lavoro e ai suoi viaggi. Ora è tutto come prima. Lo sguardo di quel professore quando viene per i controlli tradisce la stessa gioia di Luigi. Che c' entra l' intelligenza col diritto a vivere la propria vita, ciascuno con i talenti che ha? RIPRODUZIONE RISERVATA

Giuseppe Remuzzi