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Cellule staminali: ora un argine alle illusioni

Assistiamo in questi ultimi giorni ad una situazione che rispecchia purtroppo molte delle contraddizioni del nostro bel Paese. Bambini ammalati di gravi e rare malattie vengono trattati con cellule cosiddette staminali di cui non si sa nulla perché la Fondazione Stamina non vuole svelare il metodo con cui vengono preparate. A parte il fatto che i laboratori sono stati chiusi da un magistrato con vari tipi di imputazioni, risulta anche che non siano state mai ottenute le necessarie autorizzazioni dalle varie autorità regolatorie che sovrintendono al controllo delle terapie avanzate.
La disperazione delle famiglie per gravi malattie attualmente incurabili è assolutamente comprensibile e richiedemassima solidarietà ed aiuto. Questo tuttavia non può giustificare l’esposizione degli ammalati a trattamenti che, oltre a non garantire benefici scientificamente provati, possono essere nocivi. Bisogna dire con chiarezza che, non esistono dati che giustifichino l’impiego nell’uomo di cellule staminali per le malattie rare di cui oggi si discute, tanto più in considerazione del fatto che non si hanno informazioni su che cosa viene somministrato. L’idea che vi possa essere un beneficio non deriva da conoscenze scientifiche ma dall’emotività suscitata dai mass-media e purtroppo alimentata da molte improvvide promesse di alcuni ricercatori e clinici che hanno creato una fideistica attesa. Occorre che il Governo si opponga a questo tipo di trattamenti che mortificano gli sforzi di tanti ricercatori che si prodigano ogni giorno con grande spirito di sacrificio per mettere a disposizione degli ammalati farmaci dotati di un favorevole rapporto benefici-rischi. Tutti hanno il diritto di utilizzare i trattamenti che ritengono più opportuni anche se inattendibili, ma non per questo il Governo deve utilizzare risorse pubbliche che vengono così sottratte ad altri interventi che hanno invece un’efficacia dimostrata. Si faccia argine prima che questi pseudo-trattamenti divengano un’epidemia.

Silvio Garattini