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Che futuro daremo alla ricerca dopo le elezioni?

Nessuno dei partiti politici ha esplicitato in modo chiaro una qualsiasi volontà di ritenere importante per il Paese la funzione della ricerca scientifica. E allora mi chiedo: i futuri governanti continueranno a considerarla un "fiore all'occhiello'' che si mette quando si fa festa e ci sono risorse disponibili, oppure si tratta di un investimento necessario per assicurare al Paese conoscenze, innovazione, prodotti capaci di competere a livello intemazionale? Una risposta chiara in merito bisogna darla ai tutti quei (pochi) ricercatori che in Italia, fra mille ostacoli, fanno il proprio meglio per non sfigurare dinanzi ai colleghi stranieri.
E la dobbiamo anche ai giovani che devono programmare il loro futuro e decidere se possono rimanere in Italia o emigrare. Poi: con quali mezzi si deciderà di rispondere alle esigenze della ricercar? Allo stato attuale, le risorse destinate sono in continuo calo. In realtà, non abbiamo stime precise, anche se si ritiene che la spesa oscilli intorno all'I per cento del Pil, con la limitazione di essere fondamentalmente destinata agli stipendi dei ricercatori pubblici e di essere sempre erogata in ritardo.
Ciò pone l'Italia nella condizione di essere molto al di sotto della media europea, che viaggia attorno al 2 per cento del Pil. Siamo considetevolmente indietro anche per quanto riguarda il numero dei ricercatori che, in modo coerente con i finanziamenti, è circa la metà della media dei ricercatori della UE.. E poiché siamo in pochi, otteniamo anche poche risorse dai bandi europei... Per cui la domanda finale che mi pongo è: che cosa si pensa di fare in concreto?. La mia proposta:' convogliare i fondi pubblici della ricerca, oggi dispersi in molti rivoli, in una sola struttura, l'Agenzia italiana per la ricerca scientifica (Airs), la quale, per non creare ulteriori carrozzoni, potrebbe essere competenza del Cnr secondo quanto avveniva nel
passato. L'Airs dovrebbe essere dotata di fondi per raggiungere la media europea in
un periodo di tre-cinque anni. Si farà?

Silvio Garattini