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Elogio degli scarabocchi. Chi li fa impara di più.

Giovannino da Capugnano nel dipingere delle logge «fece una gran moltitudine di scarabocchi invece d'uccelli tirando due pennellate una per lungo e l'altra per traverso» scrive Pietro da Cortona nel suo «Trattato della pittura e della scultura». Da allora lo scarabocchio ha avuto fortune alterne, non belle per lo più. A scuola i professori di solito si irritano nel vedere ragazzi che scarabocchiano. Farlo davanti al capufficio o in riunioni importanti può dar fastidio e comunque non è visto bene.
Un momento però... scienziati di Cambridge hanno scoperto tre anni fa - con uno studio ben fatto - che scarabocchiare aiuta a concentrarti e aumenta la capacità di ricordare quello che ascolti e non di poco, fino al 30%. Un libro uscito in Francia nel 2007, Quaderni di scarabocchi per chi si annoia in ufficio, e uno pubblicato in Italia, I disegni dell'inconscio, gli scarabocchi li prendono molto sul serio. È un modo di difendersi dallo stress, non solo, ma può rivelare stati d'animo particolari: a certe personalità corrispondono certi scarabocchi. Scarabocchiavano Balzac e Beethoven e tanti altri e di ciascuno lo scarabocchio rivelava qualcosa. Dicono che gli scarabocchi di Leonardo ne rivelassero il genio (e fin lì ci poteva arrivare chiunque) e che quelli ai confini dell'arte dei graffitari di strada si prestino a scrutarne sentimenti, disegni e passioni. C'è più buon senso che scienza nell'infinita letteratura sullo scarabocchio. Fino a ieri almeno.
E certo nessuno si aspettava che gli scarabocchi arrivassero sulle pagine di «Science». In un lavoro che esce proprio oggi Shaaron Ainsworth e i suoi colleghi di Nottingham in Inghilterra dopo averne documentato il valore in uno studio assai raffinato suggeriscono agli insegnanti di non contribuire a relegare gli scarabocchi dei ragazzi ai margini delle pagine dei libri o nelle brutte copie degli elaborati, ma di farne oggetto d'attenzione particolare al punto di diventare parte formale dell'educazione moderna. I ragazzi così esprimono la loro personalità meglio che nel leggere o nel far di conto e creano anziché essere soggetti passivi di nozioni troppe volte noiose. Lo scarabocchio per gli scienziati di Nottingham è un modo per fare dei ragazzi i protagonisti del processo di conoscenza. E se scarabocchiando rappresentano quello che pensano di aver capito è più facile per chi insegna poter giudicare. Scarabocchiando possono rappresentare meglio la scienza (è verissimo e non è affatto nuovo, i libri di Camillo Golgi sono pieni di schizzi e scarabocchi).
Scarabocchiando i ragazzi mettono in ordine le idee, e grazie a schizzi e disegni comunicano con gli insegnanti e fra loro più che con le parole. Tanto forse troppo per qualche scarabocchio (ma adesso non mi stupisce più che uno dei più grandi esperti di sanità pubblica degli Stati Uniti - seduto per avventura accanto a me in un incontro recente - abbia passato un pomeriggio intero a scarabocchiare testine di donne, con fattezze di quelle di Modigliani, tutte uguali bellissime).

Giuseppe Remuzzi