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Il pre-cambio di sesso e l'elogio del dubbio

Ci sono bambine che si sentono uomini fin da piccole e bambini che vorrebbero essere donne (si mettono i vestiti delle sorelle, si truccano, giocano con le bambole). Fino alla pubertà va tutto bene ma poi il loro corpo li imbarazza, stanno male, sono in difficoltà con gli altri bambini e con la vita. C’è persino qualcuno che pensa persino al suicidio. Una cosa seria insomma. E allora perché non fermare la pubertà con degli ormoni? Sarebbe tutto più semplice e poi col tempo questi bambini diventati ragazzi e uomini potranno decidere da che parte stare senza il trauma di vedersi un corpo diverso da quello che vorrebbero avere e senza dover affrontare da adulti una chirurgia devastante.

Ma davvero si può fermare la pubertà? E come scegliere chi lo può fare e chi no? E come essere sicuri che e un ragazzo di otto anni che sembra orientato verso l’altro sesso lo sarà ancora anche a sedici o a venti? E non c’è il pericolo di fermare la pubertà in chi in fondo non ne avrebbe affatto bisogno? Queste cose oggi a Firenze e in Toscana se le chiedono in tanti. Ma a delle domande così semplici è molto difficile rispondere. Il desiderio dei ragazzi di cambiare sesso ha una base biologica, ci sono certi nuclei del cervello che regolano questa funzione, gli scienziati li hanno identificati negli ultimi anni; negli uomini che desiderano essere donne questi nuclei hanno un po’ la caratteristica di quelli delle donne ed è vero il contrario. Certo che si può fermare la pubertà con gli ormoni e potrebbe essere anche la strategia giusta ma degli effetti a lungo termine di queste terapie sappiamo poco o nulla. Non sappiamo per esempio cosa succederà dello sviluppo corporeo (altezza e proporzione fra i diversi segmenti) e nemmeno del metabolismo, e nemmeno cosa possa succedere alle ossa. Come ci dobbiamo regolare allora? C’è una strada sola: studio e ricerca, e poi moltissima prudenza, va scelto con estrema cura chi andrà eventualmente sottoposto a terapia ormonale per fermare la pubertà e lo si dovrebbe fare solo nell’ambito di progetti di ricerca molto ben articolati. Questo almeno ci aiuterebbe a capire se per queste pratiche i vantaggi superano i rischi. Non solo ma bisogna essere sicuri che chi farà questi trattamenti capisca bene quello che si sta per fare e cosa gli potrebbe succeder dopo. Che diventerà sterile per esempio. Non è impossibile spiegare queste cose ai bambini o ai ragazzi; se poi però cambiano idea? Gli effetti degli ormoni siano reversibili, sembra. Vuol dire che quando si smette torna tutto come prima, forse, almeno sul piano fisico, ma degli effetti sulla psiche non sappiamo nulla. L’idea di fermare la pubertà per evitare guai più grossi in futuro è nata qualche anno fa ad Amsterdam da un gruppo di andrologi che hanno cominciato a trattare ragazzini di sedici anni o poco più. Proprio loro, gli andrologi di Amsterdam, poco tempo fa hanno pubblicato su Nature Reviews Endocrinology un’analisi critica di tutto quello che hanno fatto loro e di quel poco che hanno fatto gli altri, a Washington soprattutto e nel Texas. Quell’analisi finisce con un capitoletto intitolato “Dilemmas”, come a dire “fermare la pubertà nei bambini che si orientano verso l’altro sesso è possibile e i dati a favore forse sono di più di quelli contro, ma prima chequesta pratica possa diffondersi, abbiamo ancora molto da imparare”. di Giuseppe Remuzzi