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Illusioni a spese dei malati

Non possono «provare» stamina e vanno a curarsi in Ucraina. Costa molto e non porterà a niente, perché? Perché se qualcuno (in Ucraina o a Santo Domingo o in Cina) sapesse davvero curare la sclerosi laterale amiotrofica con le cellule o in qualunque altro modo, lo si farebbe a New York, a Londra, a San Francisco, a Parigi ma anche a Bergamo, a Milano, a Roma. Insomma se ci fosse una cura sarebbe per tutti e subito. «Il dottore ci ha sconsigliato di provare Stamina. "E se si trattasse di un suo parente?", gli ho chiesto. "Non so cosa farei" mi ha risposto». Il dottore ha ragione a sconsigliare. Sbaglia però quando dice: «Se si trattasse di un mio parente non so cosa farei». Lo chiedono tante volte gli ammalati: «Cosa farebbe dottore se fosse suo figlio o sua mamma». La risposta è una sola: «Farei esattamente quello che ho consigliato a lei». Illudere gli ammalati che guariranno come fanno quelli di Stamina e come si fa in tante altre parti del mondo, quando non è vero, è un crimine, dei peggiori.

Roberto Brenes lavora in una clinica di San Jose in Costa Rica. Lui e i suoi colleghi hanno trattato con le cellule staminali più di cento ammalati con sclerosi multipla. Gli ammalati spendono fra 25.000 e 50.000 dollari ogni volta. E i risultati? Buoni a detta di Brenes ma non c'è nulla nella letteratura medica a sostegno di quello che dice.

In Israele i genitori di un bambino di 9 anni con una malattia rara del cervello, si chiama atassia telangettasica, hanno fatto di tutto per avere certe cure con cellule staminali fetali che sembrava facessero miracoli. I suoi dottori, quelli di Tel Aviv, di quel trattamento non volevano sentir parlare ma i genitori insistevano. Sono andati in una clinica di Mosca: nel 2001 le prime iniezioni, e poi ancora nel 2002 e nel 2004. Quattro anni dopo il bambino ha mal di testa, fa una Tac a Tel Aviv e vedono che ha un tumore al cervello e al midollo spinale. Le cellule di quel tumore non sono del bambino, vengono da quelle iniettate a Mosca. Questa storia i medici di Tel Aviv l'hanno scritta su Plos Medicine, e così adesso si sa. Quanti ce ne saranno stati di casi così, mai pubblicati? I medici del «turismo delle cellule» ragionano così: «Per avere risultati da studi clinici fatti a regola d'arte (per la sclerosi multipla tanto per fare un esempio) ci vorranno 10-15 anni, ma da me vengono malati che vogliono guarire adesso e mi chiedono di fare tutto quello che si può, e allora perché non provare?». Mentre noi discutiamo se le cellule debbano essere embrionali 0 adulte, in Asia le cliniche che promettono miracoli con le cellule scrivono Kiatpongsan e Sipp su Science sono sempre di più. E ci sono attività al limite fra ricerca e affari che vengono presentate in un modo alla comunità scientifica e in un modo completamente diverso agli ammalati. La sede ufficiale di Thera Vitae è in Canada ma le cellule si iniettano in Tailandia, Hong Kong e Singapore. Per Medra Inc. (www.medra.com) lavora uno psichiatra, William Rader. Lui cura i danni del midollo spinale, nel suo sito c'è scritto che le cellule vengono dall'Ucraina e da altri Paesi dell'Est. E a chi gli chiede come fa, e quando, e con che cellule, non risponde. C'è poi un sito, China StemCells News' (www.stemcellschina.com), che fa pubblicità a Beike Biotechnology e cerca pazienti disposti a pagare per guarire con le cellule. Si curano l'autismo, l'epilessia e persino l'ictus del cervello. E ci sono pazienti che dichiarano di star meglio 0 di aver avuto «qualche miglioramento», dati obiettivi però non ce ne sono. C'è niente che si può fare? Giornali e televisione possono fare moltissimo. La BBC con una serie di documentari ha rivelato come ci sia un commercio di feti umani fra Ucraina e Caraibi a vantaggio delle cliniche del «turismo delle cellule». La cosa ha suscitato scandalo e l'Istituto per la Medicina Rigenerativa delle Barbados ha perso clienti e ha dovuto chiudere. Anche gli scienziati possono fare molto, preparare documenti sui requisiti minimi per l'impiego delle cellule da far conoscere ai governi, ai giornalisti e alla gente. Forse è venuto il momento che anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità prenda una posizione chiara perché la gente sappia quali malattie si possono davvero curare oggi con le cellule e per quali invece ci sono prospettive interessanti ma niente che possa davvero curare o guarire. di Giuseppe Remuzzi