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Sigaretta elettronica: ecco come la penso io

Non si ripeterà mai a sufficienza quanto sia importante smettere di fumare. E’ vero che si viene accusati di essere noiosi e ripetitivi, ma si spera che almeno qualcuno degli oltre 12 milioni di fumatori (senza grandi differenze tra maschi e femmine) si metta in testa che fumare determina una forte probabilità di accorciare la propria vita a causa di tumori, soprattutto del polmone, insufficienze respiratorie e danni cardiovascolari inclusi infarto miocardico e ictus. Sono ben 70.000 all’anno i morti ascrivibili al fumo: è come se una città di provincia sparisse ogni anno! Fra le pratiche che vengono messe in atto per smettere di fumare non vi è dubbio che al primo posto si debba mettere la volontà individuale che può avere motivazioni moltoforti: dalla paura per una diagnosi preoccupante, al senso di responsabilità verso i propri familiari, al desiderio di porre fine a una forma di schiavitù che oltre tutto ha un costo significativo. Poiché tuttavia spesso la volontà è “debole”, si possono acquisire risultati positivi partecipando a gruppi di disintossicazione – promossi specialmente dalla Lega Italiana per la Lotta ai Tumori – dove si può usufruire di corsi diemulazione e di controllo reciproco. Esistono anche mezzi farmacologici fra cui principalmente si ricorre all’impiego della nicotina, la sostanza chimica responsabile per la dipendenza da tabacco. Esistono varie preparazioni, sotto forma di chewing-gum e cerotto, contenenti nicotina in varie dosi. Questi preparati permettono di sopportare la mancanza di nicotina dovuta all’abbandono del tabacco. Si evita in questo modo di respirare tutte le sostanze cancerogene e irritanti che si sprigionano dalla combustione della sigaretta. Esistono anche farmaci da utilizzare per via orale, ma questi trattamenti non sono privi di effetti tossici e soprattutto il loro effetto è limitato nel tempo.
Recentemente è comparsa una nuova arma, la sigaretta elettronica, che è stata accolta con grande favore dai fumatori, tanto che si ritiene sia già stata utilizzata da circa due milioni di fumatori.Riserve al riguardo sono state formulate da chi si occupa di prevenzione e salute pubblica. In queste settimane è stato reso pubblico un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità che ha indotto il Ministro della Salute Balduzzi a formulare un giudizio negativo. Non si può che essere d’accordo per una serie di ragioni. In primo luogo non esistono dati controllati con test scientifici adeguati che permettano di stabilire se la sigaretta elettronica sia in grado,in quale misura e per quanto tempo, di disintossicare dall’abuso del tabacco. In secondo luogo non esistono dati per i vari tipi di sigaretta elettronica. In alcuni casi infatti queste sigarette liberano nicotina; ma in altri casi si utilizzano sostanze chimiche che danno la sensazione di aspirare menta, vaniglia, fragola o altro. In terzo luogo non vi sono studi che attestino la sicurezza dei prodotti impiegati, incluso lo studio di eventuali danni a lungo termine. Infine, occorre sottolineare che la sigaretta elettronica ha anche lo svantaggio di mantenere la gestualità del fumare, una delle componenti che mantengono nel tempo l’abitudine e quindi la difficoltà di abbandonare la sigaretta. Fra l’altro sembra che si stia creando una nuova moda, per cui anche chi non fuma utilizza la sigaretta elettronica.
Ce n’è a sufficienza per ritenere che il commercio di questo nuovo gadget debba essere sottoposto all’attenzione dell’AIFA e si richieda alle ditte produttrici di presentare adeguate informazioni per evitare che la sigaretta elettronica porti più danni che benefici.

Silvio Garattini

[Oggi, 01/02/2013]