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Staminali, un sì contro la scienza. E' come Di Bella

L'approvazione da parte della Camera dei deputati del decreto sul caso Stamina, qualora dovesse passare anche al Senato, darebbe il via alla sperimentazione sulle cellule staminali. Si passa, quindi, dal decreto Balduzzi che permetteva, anche se impropriamente, un trattamento compassionevole a una vera e propria sperimentazione clinica controllata. Infatti, qualsiasi studio clinico può essere fatto solo se esistono ragioni attendibili che indichino una motivazione specifica per cui ci si chiede se un determinato intervento possa essere utile ad un gruppo di pazienti.
Nel caso delle cellule Stamina non esiste alcuna base scientifica. Infatti non esistono dati sulla qualità delle cellule poiché le ricerche fatte dell'Istituto Superiore di Sanità non hanno indicato un'adeguata qualità; non esistono dati sperimentali che accreditino un esito favorevole in termini del rapporto efficacia - tossicità; non esiste un razionale per pensare che queste cellule siano efficaci in malattie con caratteristiche molto diverse fra di loro. Poiché la sperimentazione dovrà essere condotta sotto la supervisione di Aifa (agenzia italiana farmaco) sarà interessante osservare come l'autorità regolatoria possa conciliare le regole che sono strettamente richie­ste per approvare un nuovo farmaco con il numero straor­dinario di deroghe che si do­vranno accertare per eseguire la sperimentazione proposte dal Parlamento. La storia si ri­pete, perché stiamo passan­do attraverso le tappe che han­no caratterizzato il caso Di Bel­la.
Così come Di Bella aveva protestato contro l'idea della sperimentazione così anche Vannoni, il deus ex machina di Stamina, ha presentato alme­no sette ragioni per cui è contrario alla sperimen­tazione.Si tratta di ragioni che sono contro i prin­cipi scientifici che regolano la sperimentazione clinica.
Infatti coloro che procedono attraverso vie non codificate non amano sottoporsi a prove che possano demolire le loro certezze.In ogni ca­so, come è accaduto per la sperimentazione Di Bella, i risultati negativi della sperimentazione non verranno riconosciuti dagli interessati e an­zi verranno ritenuti frutto della macchinazione dello strapotere degli scienziati e dell'ostracismo delle case farmaceutiche che vogliono protegge­ re i loro interessi.
Vedremo quale comitatoetico approverà que­ sta ricerca.Sarà interessante stabilire quali para­ metri debbano essere utilizzati per determinare l'efficacia del trattamento.
Inoltre sembra diffici­le che lo studio possa essere condotto su molte malattie diverse e soprattutto sarà complicato tro­vare un gruppo di controllo visto che in medicina non c'è quasi nulla di assoluto, ma tutto è relativo a un punto di riferimento. Con queste premes­se sarà arduo che questo studio si possa realizza­ re in modo tale da fornire risposte esaustive.
La lezione che si trae da questo voto è amara: la politica nella sua inguaribile ricerca del consen­so ancora una volta ha seguito l'emotività, ceden­do alla cattiva informazione, al buonismo e a un populismo di cui la scienza e la salute farebbero volentieri a meno.

Silvio Garattini


Pochi giorni dopo la pubblicazione di questo articolo sul quotidiano "Il Mattino", anche il Senato ha approvato il decreto sul caso Stamina. Ecco il commento del Professor Silvio Garattini in merito a questa seconda approvazione:

"Dopo questo articolo, il decreto legge è stato approvato anche dal Senato.
L'autorizzazione a svolgere la sperimentazione clinica "in deroga alla normativa
vigente" costituisce un precedente molto criticabile per le possibili conseguenze
nel tempo.
Il decreto legge non ha comunque affrontato il problema cruciale riguardante
il ruolo della Magistratura nell'imporre terapie prive di documentazione scientifica".

Silvio Garattini