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Una bella notizia: si vive tutti quanti più a lungo

Un gruppo di epidemiologi ha effettuato uno straordinario lavoro: ha volutostabilire la mortalità nel mondo in rapporto con l’età. La ricerca pubblicata su The Lancet del 15 Dicembre 2012 analizza anche i dati di mortalità in 187 Paesi rilevandone l’andamento nel periodo dal 1970 al 2010.
Ecco alcuni dei dati essenziali. Intanto, globalmente - nel senso geografico del termine - la mortalità nel periodo sopra riportato è sostanzialmente diminuita nella quasi totalità dei Paesi studiati, e quindi è aumentata l’attesa di vita nei maschi e nelle femmine.a tutte le età.
Le persone che hanno già 80 anni, se maschi, avevano una sopravvivenza di 5,8 anni nel 1970, mentre nel 2010 è cresciuta a 7,2 anni e nelle femmine della stessa età si è passati da 6,6 anni a 8,5 anni.
Come in tutte le statistiche, queste sono le medie, che tuttavia hanno amplissima variabilità a seconda del Paese considerato.
Come sipone l'Italia in questo scenario? Per i maschi siamo a 78,9 anni di attesa di vita alla nascita, non lontani dal Giappone (79,3), ma siamo in ogni caso al di sotto di Israele, Svizzera e Islanda.
Anche perquanto riguarda la popolazione femminile il nostroPaese si colloca in buonaposizione, con 83,9 anni, ma abbastanza lontani dal Giappone (85,9) come pure da Svizzera e Spagna.
C'è un messaggio importante che emerge da questa lista di numeri: la forte relazione esistente fra la situazione socio-economica di un determinato Paese e l'attesa di vita dei suoi abitanti. Ancora una volta la povertà non solo economica è alla base di un eccesso di mortalità. Il miglior intervento che si può realizzare per i Paesi con alta mortalità non è l’invio di medicinali che peraltro sono difficili da distribuire; ciò che è veramente necessario è migliorare le condizioni di vita, aumentare il benessere, sviluppare cultura per permettere quella crescita socio-economica indispensabile per acquisire salute e conseguentemente maggior durata di vita.

Silvio Garattini