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Evento nascita in Lombardia: Rapporto CedAP 2014

L’evento nascita in Lombardia: pubblicato il Rapporto sui dati del Certificato di Assistenza al Parto (CedAP) del 2014 in collaborazione con l’IRCCS – Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano.

Continua il decremento nel numero dei nati in regione con 85.625 nati rispetto a 87.581 nel 2013 e 95.408 nel 2012; il tasso di natalità scende a 8,6 nati per 1000 abitanti da 8,8 nel 2013 e 9,6 nel 2012. Le madri con cittadinanza straniera costituiscono nel 2014 il 29,8% del totale delle madri; principalmente madri di origine africana (9,0% del totale delle madri).

L’età media delle madri al momento del parto è pari a 33,6 per le italiane e 30,1 per le straniere. La frequenza di donne che partoriscono ad un’età uguale o superiore ai 40 anni è del 10%; la quota di minorenni è lo 0,2%.

Il tasso di madri non coniugate (nubili, separate, divorziate o vedove) è pari al 34,2%.

Il 25,9% delle madri ha una scolarità medio‐bassa (licenza elementare o di scuola media inferiore) mentre il 31% risulta laureata o con diploma universitario.

Il 65% delle madri ha un’attività lavorativa e l’ 8,3% risulta disoccupata.

Un numero di visite inferiori a 4, assunto quale indicatore di assistenza insufficiente, viene effettuato dall’9,2% delle donne; una prima visita in gravidanza a una età gestazionale ≥12 settimane, anch’esso assunto quale indicatore negativo di assistenza, si osserva nel 2,8% delle donne italiane e 12,8% delle donne straniere. Le donne sottoposte ad almeno un’indagine prenatale invasiva (amniocentesi, villocentesi o funicolocentesi) sono il 13,5% del totale. Il tasso di amniocentesi risulta del 24,6% nelle donne di 35‐37 anni aumentando per le classi di età successive.

Il 73,5% dei parti, nel 2014, è avvenuto nei 32 punti nascita, sui 71 operanti in regione, che assistono oltre 1000 parti/anno; i punti nascita con meno di 500 parti l’anno sono 10 e comprendono 8 punti nascita di strutture pubbliche, 2 di strutture private accreditate, e 1 struttura privata. Il tasso di gravidanze pretermine è il 6,9%, quello di gravidanze post‐termine è 0,12%.

Il travaglio è stato indotto nel 21,2% dei parti. Il tasso di parti cesarei programmati è 18,4% nelle strutture pubbliche accreditate , mentre è del 82,6% in quelle private. Il tasso di parti plurimi è del 1,7%. Nel 92,2% dei parti vaginali la donna ha accanto a sé una persona di fiducia, prevalentemente (88,4%) il padre del neonato. Il tasso di neonati di peso inferiore ai 2500 grammi è 7,8%, quello dei neonati di peso inferiore ai 1500 grammi è 1,2%.

I parti classificati secondo Robson sono complessivamente 85.382 corrispondenti al 99,6% del totale dei parti avvenuti nei punti nascita pubblici, equiparati e privati accreditati. Le classi più rappresentate sono quelle delle madri primipare a termine, con presentazione cefalica (classe 1) e delle madri pluripare a termine, con presentazione cefalica e che non hanno avuto cesarei precedenti (classe 3); queste due classi corrispondono complessivamente a circa il 56% dei parti classificati che si sono verificati in Lombardia nell’anno 2014.

Si evidenzia inoltre che i parti nella classe 5, relativa alle madri con pregresso parto cesareo, rappresentano l’8% dei parti totali classificati a livello regionale. L’analisi del ricorso al taglio cesareo nelle classi di Robson evidenzia un’ampia variabilità tra ASL nelle classi a minor rischio, confermando la possibilità di significativi miglioramenti delle prassi organizzative e cliniche adottate nelle diverse realtà.

Milano, 21 settembre 2016

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