Nascere e crescere oggi in Italia
di Maurizio Bonati e Rita Campi, 2005
Prefazione
“Scrivo intorno alle cento pagine. Sono brevi o sono poche? Distinguo tra le due cose. Non
concordo sulla brevità, c'è una misura in quello che uno ha da trasmettere che può stare largamente
in questo formato. Non si deve pretendere troppa carta dall’editore, né troppa attenzione da chi
paga il prezzo di copertina. Se invece queste pagine che ho scritto sembrano poche, questo lo
considero un complimento. Vuol dire che il lettore ne avrebbe volute ancora. Ma uno è ospite con la
sua scrittura presso la lettura di una persona, deve lasciare la stanza finché è ancora desiderato.
Questa è la legge che governa le buone maniere, dunque, anche i rapporti tra un ospite, che è il
lettore, e lo scrittore di turno che è il suo invitato.”
Erri De Luca, “
Prove di risposta”
Tre ragioni principali (fasi temporali) hanno determinato questa pubblicazione:
a) una ricorrente profonda alterazione dell'umore degli autori nello scontrarsi ripetutamente
con la mancanza di dati rappresentativi, aggiornati, complessivi e uniformi delle realtà regionali;
b) una raccolta e un aggiornamento maniacali di dati correnti;
c) una proposta di condivisione-partecipazione con altri interessati ai flussi informativi
attinenti alla salute materno-infantile.
A differenza di quanto succede in altre nazioni (ad esempio Regno Unito e USA) dove
periodicamente vengono pubblicate in modo sistematico le
vital statistics, sequenze dinamiche delle condizioni di salute delle popolazioni, e in
particolare di quella materno-infantile, in Italia questa informazione è affidata a iniziative
(studi, rapporti, censimenti, ecc.) puntuali, casuali, occasionali o campionarie che limitano
l'accuratezza e la precisione del profilo/sguardo nazionale. Ma non solo.
Le
vital statistics, formato standardizzato e stratificato per contesti regionali o locali,
rappresentano lo strumento essenziale per la programmazione sanitaria e gli interventi di Salute
Pubblica con la finalità di ridurre le disuguaglianze intranazionali e di migliorare la posizione
di un Paese a livello internazionale.
Da qui il “bisogno lavorativo”, ma non solo questo, di disporre o creare un archivio dove
riporre via via informazioni a cui poter attingere rapidamente in caso di “necessità” (un po' come
le biblioteche/granai della Yourcenar).
I nove capitoli che costituiscono questa pubblicazione rappresentano alcuni dei temi di
grande rilevanza per la salute (lo “star bene”) della popolazione pediatrica, quindi di tutti noi.
Temi di rilevanza sociale e culturale (quindi anche economica e politica) che trovano spazio
e visibilità prevalentemente nella sola forma della cronaca/denuncia che caratterizza sempre più la
fugace informazione fatta di stereotipi e semplificazioni che non stimolano a riflettere e ad
agire, ma a delegare.
La velleità di questa pubblicazione che viene da lontano (se ne discusse una prima volta a
metà degli anni ‘90 con Luigi Ciotti e i “ragazzi” del Gruppo Abele… poi loro realizzarono i
preziosi annuari sociali) è quella di voler essere uno strumento di lavoro, piccolo ma speriamo
utile, per tutti coloro che per “mestiere” operano per/con l’infanzia.
Una definizione semplice: pubblicazione (non libro, non rapporto, non annuario, non…) per uno
strumento che ci aiuti a capire i “perché” di molti temi ignorati (ad esempio, mortalità infantile,
ospedalizzazione pediatrica, abbandono scolastico, istituzionalizzazione) che caratterizzano le
disuguaglianze regionali e locali dell'Italia.
La formula editoriale scelta è caratterizzata dall'essenzialità. Formato “breve” con
l'ambizione di riuscire a dire tanto, ma in modo accurato e sufficiente, in poche righe, tabelle o
figure. Quell'essenza del riportare in modo asciutto, ma con spirito critico che caratterizzava gli
editoriali di Luigi Pintor: “Trenta massimo cinquanta righe possono bastare”.
Un percorso della comunicazione/informazione che implica la partecipazione del lettore.
Saranno quindi i lettori a cimentarsi in analisi interpretative utilizzando i propri strumenti e
testando le loro ipotesi. Nostro fine è stato quello di mettere a disposizione “i dati”.
Se “le pagine sembrano poche, vuol dire che il lettore ne avrebbe volute ancora”... fatecelo
sapere che saremo contenti di ritornare, magari anche insieme.
Maurizio Bonati, Rita Campi
Page
1
2
3
|