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LES - Lupus Erimatoso Sistemico
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Che cos'è il Lupus Eritematoso Sistemico?
"Lei ha un lupus eritematoso sistemico". Chi si sente dire questa frase ha un moto di
stupore, perché non ha mai sentito nominare prima la malattia, e subito dopo prova paura e
sconforto, un po' anche per questo nome strano. In effetti lupus è la parola latina che indica il
lupo: la malattia provocava un tempo lesioni così gravi al volto che ai primi medici che la
descrissero dovevano apparire come morsi di una bestia feroce. È una malattia conosciuta da
molti secoli, ma per molti aspetti se ne sa ancora poco. Tanto è vero che la sua definizione recita
così: "Malattia cronica la cui causa è sconosciuta. Si tratta di una infiammazione che colpisce
diversi organi. I sintomi con cui si manifesta sono molteplici e il decorso molto variabile".
Che tipo di malattia è?
Il Lupus Eritematoso Sistemico (LES) fa parte di un gruppo di malattie dette
autoimmuni. In condizioni normali il sistema immunitario - costituito da cellule e anticorpi -
difende l'organismo da agenti estranei, come virus e batteri. Esso è regolato in modo da
distinguere tra proteine che costituiscono i germi e proteine che costituiscono i nostri organi,
attaccando le prime e lasciando stare le seconde. Non appena riconosce una proteina estranea, mette
in atto meccanismi di distruzione molto potenti. Nelle malattie autoimmuni si ha una perdita della
capacità di distinguere tra cose proprie e cose estranee e l'opera distruttrice del sistema
immunitario si scatena contro l'organismo. Poiché la sede della auto-distruzione è il tessuto
connettivo, tessuto che fa da cemento tra le cellule del corpo, il lupus e altre malattie
autoimmuni vengono spesso dette connettiviti. L'auto-aggressione si manifesta sotto forma di
infiammazione del tessuto colpito, e dato che il tessuto connettivo è presente in tutti gli organi,
le manifestazioni del lupus possono essere molteplici. Oggi si sa abbastanza bene come avviene il
processo infiammatorio, mentre rimangono ancora sconosciute la cause della malattia.
Chi può essere colpito da questa malattia?
Il LES colpisce uomini e donne di ogni età e razza, ma ha una netta predilezione
per giovani donne in età fertile. Su dieci persone ammalate, circa 8-9 sono donne e l'età media al
primo apparire dei sintomi è tra i 20 e i 30 anni. Secondo le statistiche c'è una persona ammalata
ogni 2.000 sane e ogni anno si ha un nuovo caso ogni 16.000 persone. Questi dati sono sufficienti
per definire il LES una malattia rara. Non si tratta di una malattia ereditaria, trasmessa secondo
uno schema preciso come nel caso dell'emofilia, ma esiste senza dubbio una predisposizione ad
ammalarsi di LES; lo dimostra il fatto che sono numerosi i casi di più soggetti malati nella stessa
famiglia.
Con che sintomi si presenta?
Si dice che il LES sia una delle malattie più complicate da diagnosticare: può
cominciare in molti modi diversi, così come evolvere in molti modi diversi, a seconda degli organi
coinvolti. Un'altra caratteristica è la sua variabilità nello stesso paziente nel corso del tempo:
chi ha il LES può stare molto male per un periodo, poi riprendersi e stare bene a lungo fino ad una
nuova ricaduta. I sintomi più frequenti sono i dolori articolari: pressoché tutti i pazienti
lamentano dolori alle articolazioni, specie alle ginocchia, ai polsi, alle mani e alle spalle,
spesso accompagnati da dolori muscolari con impaccio nei movimenti. Frequente è la febbre, più o
meno elevata.
La pelle è spesso colpita: le lesioni più caratteristiche sono a carico delle zone esposte
alla luce. Al volto può comparire un arrossamento che coinvolge guance e radice del naso,
disegnando una macchia con aspetto a farfalla. Le lesioni alla pelle possono peggiorare dopo
esposizione al sole, quindi le pazienti con il LES devono rinunciare alla tintarella. Spesso si
perdono facilmente i capelli, che vengono via a grosse ciocche quando ci si pettina; come si può
immaginare si tratta di un problema non indifferente per delle giovani donne!
Nelle forme più gravi il LES colpisce il cuore e la membrana che lo riveste, il pericardio.
La pericardite si manifesta con dolore al petto, intenso e fastidioso, che può provocare un
terribile affanno. Spesso si associa all'infiammazione della membrana che riveste i polmoni, la
pleura, e si ha anche una pleurite. Un'altra temibile complicanza riguarda i reni: essi possono
ammalarsi di nefrite, malattia che se non curata tempesti-vamente li danneggia a poco a poco, fino
ad annullarne la fun-zione e a rendere necessari la dialisi o il trapianto.
Che esami si devono fare per scoprire il Lupus?
La diagnosi di LES può essere difficile perché la malattia può confondersi con
molte altre; alcune indagini di laboratorio possono tuttavia aiutare il medico. Si tratta di esami
semplici, come la velocità di eritrosedimentazione (VES), l'emocromocitometrico (conta di globuli
bianchi, globuli rossi e piastrine), l'esame delle urine e di altri un po' più complessi, come
complemento e anticorpi anti-nucleo e anti-DNA. Non esiste tuttavia un singolo test che permetta la
diagnosi di certezza: ad essa si giunge mettendo insieme i dati di laboratorio con sintomi e segni
presentati dal paziente.
Come si cura questa malattia?
Il LES è oggi una malattia che può essere trattata con un discreto successo: la
gran parte dei pazienti sta bene per lunghi periodi di tempo, anche se sa che malessere e
peggioramento delle proprie condizioni di salute possono sempre arrivare. In altre parole oggi la
ricerca non ha ancora trovato una cura definitiva per il LES.
I farmaci a disposizione del medico sono molti e si dividono in tre categorie principali. Gli
anti-infiammatori non steroidei sono impiegati soprattutto per combattere l'infiammazione e i
dolori delle articolazioni e dei muscoli. Il più antico e noto è l'acido acetilsalicilico o
aspirina, ma molti altri sono oggi disponibili. Sono molto efficaci ma devono essere assunti per
brevi periodi, perché possono provocare effetti indesiderati. Il cortisone è il farmaco più usato
nella cura del LES, e certamente ha contribuito a salvare molti pazienti da quando sono state
scoperte le sue proprietà anti-infiammatorie. Quando il LES si manifesta in forma acuta, una
terapia con dosi elevate di cortisone o uno dei suoi analoghi produce quasi sempre un effetto
benefico in tempi brevi. Il dosaggio viene quindi ridotto molto lentamente; ciò è necessario per
...tenere a bada il lupus, ma è anche fonte di disappunto per i pazienti. Infatti il cortisone
provoca una serie di effetti indesiderati, come gonfiore al volto, ritenzione di liquidi, strie
rossastre sull'addome, fragilità ossea, che sono indubbiamente spiacevoli. In alcune circostanze il
cortisone non basta, oppure ne è stato usato molto e i segni di tossicità sono evidenti. E' per
questi casi particolari che si riserva l'uso degli immunosoppressori. Come dice il nome, questi
prodotti (ciclofosfamide, azatioprina, methotrexate, ciclosporina) interferiscono con il sistema
immunitario. Hanno un ruolo molto importante in condizioni di particolare gravità, ma provocano
effetti collaterali immediati e a lungo termine.
Ma si può guarire? Si può vivere normalmente?
Sebbene non si possa parlare di guarigione definitiva dal LES, la gran parte dei
pazienti può godere di un'ottima qualità di vita. E' importante seguire sempre le prescrizioni
mediche ed abituarsi ad affrontare la vita con una certa calma e serenità. E' dimostrato infatti
che lo stress, fisico e mentale, può peggiorare la malattia. Come abbiamo detto la malattia può
avere fasi acute e fasi di calma; oggi con le cure disponibili queste ultime possono essere molto
lunghe. Tanto è vero che donne con il LES possono avere figli sani senza pericolo.
Che cosa fa in ricerca per i pazienti con il LES?
I ricercatori hanno da rispondere ancora a molte domande. In primo luogo dovranno
individuare le cause della malattia. Si sta cercando innanzitutto di capire quali alterazioni
genetiche siano alla base della predisposizione ad ammalarsi di LES. A questo scopo possono essere
di fondamentale importanza studi in modelli animali; esistono infatti topi che sviluppano una
malattia simile al LES degli umani. Un altro compito molto importante è quello di individuare nuove
cure, più efficaci e meno tossiche di quelle disponibili. Anche qui ci sono buone prospettive sia
nel campo degli anti-infiammatori che degli immunosoppressori. La dimostrazione dell'efficacia di
questi farmaci passa tuttavia attraverso l'organizzazione di studi cIinici controllati, impresa non
facile da realizzare nel caso di una malattia rara.
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