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Il ruolo del caffè nella patologia oncologica
30 Gennaio 2009
Diversi
studi
epidemiologici hanno mostrato che il consumo di caffè non è associato alla mortalità totale, ma
è stato ipotizzato addirittura un ruolo protettivo per alcune malattie. Per quanto riguarda i
tumori, nel 1991 l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (International Agency for
Research on Cancer, IARC) in una sua
monografia aveva
mostrato che il consumo regolare di caffè non aumentava il rischio di tumore. Qualche dubbio
restava per il tumore del pancreas, dell'ovaio e della vescica, ma il caffè sembrava essere
protettivo sul tumore del colon-retto. Studi successivi alla monografia hanno mostrato che in
realtà il tumore del pancreas e quello dell'ovaio non sembrano associati al consumo di caffè,
mentre per il tumore della vescica rimangono alcuni dubbi sulla possibilità di un'associazione
positiva moderata.
Tumore del colon-retto
Gli studi pubblicati dopo la monografia della IARC hanno confermato la possibilità
che il caffè sia protettivo sul rischio di tumore del colon.
Una meta-analisi che
comprende 5 studi di coorte e 12 studi caso-controllo, pubblicata nel 1998 e che include 931 casi
da studi di coorte e 5.261 da studi caso-controllo, mostra complessivamente un'associazione inversa
tra consumo di caffè e rischio di tumore del colon-retto. Tuttavia, i risultati mostrano che mentre
non vi è associazione per gli studi di coorte, vi è una chiara associazione inversa per gli studi
caso-controllo, omogenea tra studi con diversi disegni sperimentali e condotti su popolazioni
diverse. La differenza tra i risultati degli studi di coorte e caso-controllo non permette di
trarre delle conclusioni definitive.
Una meta-analisi di
12 studi di coorte, basata su 5.400 casi di tumore del colon-retto e pubblicata nel 2009, mostra
ancora assenza di relazione tra consumo di caffè e tumore del colon-retto negli studi di coorte, ma
con una tendenza a una relazione inversa soprattutto nelle donne. Tuttavia gli studi caso-controllo
più recenti continuano a evidenziare un ruolo protettivo del caffè.
Se si conducono analisi separate per il tumore del colon e del retto, in generale per il
tumore del colon gli studi di coorte non trovano nessuna relazione e, tra gli studi caso-controllo,
alcuni non mostrano relazione, altri una relazione inversa. Riguardo al rischio di tumore del retto
la quasi totalità degli studi non mostra alcuna relazione. Pertanto, la maggior parte dei risultati
epidemiologici suggerisce una relazione inversa tra consumo di caffè e rischio di tumore del colon,
ma l'inconsistenza tra i risultati degli studi di coorte e quelli caso-controllo lascia aperto il
quesito. Non sembra esserci associazione tra caffè e rischio di tumore del retto.
Tumore del fegato
Quattro studi di coorte e 6 studi caso-controllo suggeriscono una relazione inversa tra
consumo di caffè e rischio di tumore del fegato.
Due
meta-analisi che includono tutti i lavori pubblicati tra il 1966 e il 2007 per un totale di
2.260 casi di tumore del fegato (709 da studi di coorte e 1.551 da studi caso-controllo), hanno
mostrato la presenza di un'associazione inversa per un aumento di consumo di una tazza di caffè al
giorno.
Inoltre, il caffè riduce il rischio di insorgenza di cirrosi epatica (un importante fattore
di rischio per il tumore del fegato) in modo dose-dipendente, particolarmente nella cirrosi
alcolica. Poco si sa sulla relazione con la durata dell'esposizione. L'effetto protettivo del caffè
sul fegato trova un riscontro negli studi sulla relazione tra caffè ed elevati livelli di enzimi
epatici nel sangue (transaminasi e gamma-GT), indicatori di danno epatocellulare.
Considerati gli effetti del caffè sugli enzimi epatici e sulla cirrosi e il peso
dell'evidenza epidemiologica sul tumore del fegato, il caffè sembra esercitare un effetto reale,
ancorché moderato, sulla riduzione del rischio di tumore del fegato.
Tumore dell'endometrio
Alcuni studi hanno osservato una relazione inversa tra consumo di caffè e rischio
di tumore dell'endometrio (epitelio dell'utero).
Una recente
meta-analisi, che comprende 2 studi di coorte (per un totale di 201 casi) e 7 studi
caso-controllo (per un totale di 2.409 casi) ha mostrato una significativa riduzione del rischio di
tumore dell'endometrio nei bevitori di caffè confrontati con i non bevitori. L'assenza di
informazione sui fattori temporali, soprattutto sulla relazione con la durata non permette tuttavia
di stabilire in modo definitivo la causalità della relazione osservata.
Altre neoplasie
Per le altre neoplasie, gli studi sono abbastanza concordi nel mostrare assenza di
relazione, anche se per alcune di esse gli studi sono insufficienti. In particolare sembra che non
vi sia associazione del consumo del caffè con i tumori del cavo orale, faringe, esofago, stomaco,
laringe, polmone, melanoma, mammella, cervice, prostata, rene e tiroide; anzi, per alcuni di questi
tumori alcuni studi suggeriscono moderate relazioni inverse. I dati non sono sufficienti per
valutare la relazione tra consumo di caffè e rischio di tumore della colecisti e dei dotti biliari
e per il sarcoma, la malattia di Hodgkin, il linfoma non-Hodgkin, il mieloma e le leucemie.
Caffè decaffeinato
I dati sul caffè decaffeinato sono insufficienti, in quanto il decaffeinato è consumato da
poche persone e a basse dosi. Tuttavia, in generale sono rassicuranti e suggeriscono un'assenza di
relazione con le neoplasie
Meccanismi biologici
Il caffè contiene centinaia di sostanze chimiche che variano a seconda del luogo di crescita
della pianta, della lavorazione delle bacche e della tostatura dei semi. La composizione del caffè
si modifica durante la torrefazione, pertanto è facile immaginare quanto possa essere varia la
composizione dei vari tipi di miscele di caffè in commercio. In tutte le miscele, comunque, le
principali classi di composti contenuti nel caffè sono i minerali, i lipidi, le cere, gli
amminoacidi, i carboidrati, i precursori delle vitamine, gli antiossidanti, gli acidi grassi
terpenici e degli alcaloidi blandamente stimolanti come la caffeina, che rappresenta solo il 2% del
caffè. In particolare, l'azione anti-cancerogena del caffè potrebbe dipendere da alcuni
antiossidanti. Infatti il caffè è ricco di una serie di antiossidanti, tra cui dei composti
fenolici, (acidi cloro genici che producono acido caffeico, ferulico e para-cumarico), diterpeni
(cafestolo e cafeolo) e melanoidine. Bisogna poi ricordare che ingerire un caffè non apporta
calorie.
Conclusioni
Anni fa si pensava che il caffè facesse male un po' a tutto e spesso veniva messo sullo
stesso piano dell'alcol e del fumo quanto a dannosità per la salute. Tuttavia, con i passare degli
anni il caffè è stato rivalutato. Il messaggio alla popolazione generale è che nelle persone sane,
bere fino a 3-4 tazzine di caffè al giorno non solo non fa male, ma potrebbe addirittura prevenire
alcune malattie, tra cui il tumore del colon, fegato ed endometrio. In dosi più elevate o nelle
persone malate o durante la gravidanza potrebbe avere effetti negativi e le dosi potrebbero dover
essere ridotte.
Alessandra Tavani,
Dr. Sci. Biol.
Dipartimento di Epidemiologia
tavani@marionegri.it
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