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C'è correlazione tra gioco del calcio e l'insorgere della SLA?


7 Agosto 2009

Una presunta correlazione tra gioco del calcio e insorgenza di sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è stata ipotizzata anni fa dopo l'osservazione di alcuni casi di malattia insorti tra i calciatori professionisti italiani. Un confronto con l'incidenza di malattia attesa nella popolazione generale ha condotto ad affermare che il rischio di SLA nei calciatori era 10 volte superiore. A giustificare l'aumentato rischio sono stati implicati traumi ripetuti (già considerati in passato tra i fattori di rischio di SLA), un esercizio fisico protratto e l'assunzione di sostanze potenzialmente tossiche per i motoneuroni. Nonostante uno studio successivo, metodologicamente più rigoroso, abbia ridimensionato il rischio, portandolo a 6, ed altre pubblicazioni abbiano prodotto risultati contrastanti, la responsabilità del calcio nella genesi della SLA non può ritenersi del tutto esclusa. A tale proposito, è tuttora in corso un vasto studio caso-controllo coordinato dall'Istituto Mario Negri e comprendente pazienti inseriti in registri di popolazione aventi sede in Italia, Irlanda e Regno Unito. Per ciascun paziente, sono individuati due controlli appaiati per sesso ed età, individuati dai medici di famiglia tra coloro che risiedono nell'area geografica del caso. Casi e controlli sono interrogati alla ricerca di traumi, esercizio fisico, attività sportive effettuate in passato, ed assunzione di farmaci. Uno studio pilota eseguito nelle stesse comunità avrebbe dimostrato nei pazienti con SLA una maggiore attività fisica (di genesi lavorativa o ricreativa) ed un impegno sportivo di maggiore durata. In un altro studio caso-controllo italiano in corso, condotto dall'Istituto Mario Negri con la collaborazione dei registri di malattia lombardo, piemontese e pugliese, avrebbe dimostrato nei pazienti con SLA un rischio tre volte superiore della popolazione generale di riportare in anamnesi almeno tre eventi traumatici.
Alla luce di tali considerazioni, anche se i risultati degli studi in corso non sono da ritenere definitivi, riteniamo criticabile l'affermazione che "il calcio non è responsabile dell'insorgere della SLA" recentemente effettuata dopo la pubblicazione su "Human Molecular Genetics" di una ricerca effettuata da ricercatori italiani. Lo studio, condotto su 245 pazienti con SLA sporadica, avrebbe documentato una suscettibilità genetica a contrarre la malattia attraverso una modulazione di recettori che regolano il rilascio di glutammato e che controllano la sopravvivenza dei motoneuroni. Questi risultati non consentono però di escludere che in soggetti geneticamente predisposti esercizio fisico, traumi ed abuso dei farmaci, in particolare anti-infiammatori, possano interagire sui recettori facilitando la comparsa della malattia. 

Ettore Beghi, Dr. Med. Chir. (e-mail: ettore.beghi@marionegri.it)
Andrea Millul, Dr. Med. Chir. (e-mail: andrea.millul@marionegri.it)

Elisabetta Pupillo, Dr. Farmacia (e-mail: elisabetta.pupillo@marionegri.it)

Dipartimento di Neuroscienze
Laboratorio di Malattie Neurologiche

 

 
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Ultimo aggiornamento: 17 maggio 2012 6.58.47 CEST