In occasione della giornata mondiale senza fumo (31 Maggio), la Cochrane Collaboration, una organizzazione internazionale no-profit nata con lo scopo di valutare criticamente e diffondere le evidenze relative alla efficacia ed alla sicurezza degli interventi sanitari, propone una serie di revisioni sistematiche della letteratura scientifica dedicate al controllo del tabagismo. E' stata pertanto valutata l'efficacia di svariati interventi, quali quelli relativi alla terapia farmacologica e psicologica per la cessazione del fumo, a svariati programmi educativi, o alle politiche già adottate da alcuni governi. Una di queste revisioni sistematiche si riferisce alla legge che vieta il fumo nei luoghi pubblici, legge adottata anche in Italia a partire dal Gennaio 2005 (nota come Legge Sirchia). L'efficacia era misurata in termini di riduzione dell'esposizione al fumo passivo, diffusione del fumo e consumo di tabacco nella popolazione, e ospedalizzazioni. In questa revisione sono stati inclusi ben 50 studi, e sono state riscontrate prove consistenti che i divieti di fumo riducono l'esposizione al fumo passivo nei luoghi di lavoro, ristoranti, pub e nei luoghi pubblici. La prevalenza di fumatori e il consumo di tabacco non calano sempre in tutti i Paesi che adottano i divieti. Ci sono prove, basate su 25 studi, di una riduzione dei ricoveri ospedalieri per eventi cardiaci attribuibili alla messa in atto del divieto, nonché di un miglioramento in alcuni indicatori di salute, inclusi sintomi respiratori e funzione polmonare. Dopo l'adozione di tali norme, invece, non vengono rilevate differenze di esposizione al fumo passivo all'interno degli abitacoli delle autovetture né nelle abitazioni private.
Le politiche o regolamentazioni che vietano di fumare, o limitano il fumo, nei luoghi pubblici e nei posti di lavoro sono fortemente promosse dal Framework Convention on Tobacco Control (FCTC) [http://www.who.int/fctc/en/] dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), un trattato sviluppato in risposta alla globalizzazione dell'epidemia del tabacco. Adottato dall'Assemblea Mondiale della Sanità il 21 maggio 2003 ed entrato in vigore il 27 febbraio 2005, l'FTCT è uno dei trattati maggiormente condivisi nella storia dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e, ad oggi, già 168 Paesi l'hanno sottoscritto, inclusa l'Italia. L'articolo 8 di tale trattato, riguarda proprio la protezione dall'esposizione al fumo di tabacco, e sancisce che ogni nazione partecipante dovrà adottare efficaci misure legislative, esecutive, amministrative o altre misure che prevedano la protezione dall'esposizione al fumo di tabacco nei luoghi di lavoro, trasporto pubblico, luoghi pubblici "indoor" e, se opportuno, in altri luoghi pubblici. Seguendo l'FCTC, sempre più Paesi stanno adottando regolamentazioni anti-fumo al fine di proteggere i non fumatori dagli effetti nocivi del fumo passivo.
Nel 2009, un Gruppo di Esperti sul controllo del tabacco si è riunito presso l'Agenzia Internazionale per le ricerca sul Cancro (IARC) dell'OMS, a Lione, per pubblicare un documento di consenso che valutasse i benefici derivati dalle politiche di divieto di fumo. Il gruppo di esperti, in conclusione, asseriva che l'adozione di politiche di divieto di fumo i) porta ad un sostanziale declino dell'esposizione al fumo passivo, ii) provoca un declino delle malattie cardiache, iii) riduce i sintomi respiratori nei lavoratori, iv) riduce il consumo di sigarette in chi continua a fumare, v) aumenta le probabilità di successo nei tentativi di smettere dei fumatori, vi) riduce l'uso di tabacco tra i giovani, e vii) non causa un declino nelle attività dei ristoratori.
Gli studi effettuati sull'argomento in Italia (il primo grande Paese ad adottare una completa e rigorosa regolamentazione nazionale) hanno contribuito alle evidenze scientifiche riscontrate sia dal Gruppo di Revisori della Cochrane Library che dal Gruppo di Esperti riuniti presso la IARC. Il Dipartimento di Epidemiologia dell'Istituto Mario Negri, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità e la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, ha fornito interessanti contributi alla letteratura scientifica, effettuando e pubblicando molteplici studi per valutare gli effetti della legge Italiana sulla prevalenza e il consumo del fumo. Per fare ciò, ha utilizzato i dati provenienti da indagini di popolazione sul fumo condotte annualmente dalla DOXA su un campione di più di 3.000 soggetti di età ≥15 anni rappresentativo della popolazione adulta italiana.
I nostri studi hanno mostrato che in Italia l'introduzione di una regolamentazione nazionale anti-fumo è stata accettata e condivisa, ampiamente rispettata e ha portato, almeno nel breve-medio termine, ad una diminuzione della prevalenza di fumatori e del consumo di sigarette, senza intaccare l'attività economica di bar e ristoranti.
Silvano Gallus
Dipartimento di Epidemiologia
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri
e-mail: silvano.gallus@marionegri.it