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Google Flu Trends e la previsione di epidemie
23 Dicembre 2008
Dopo Google Health il colosso di Mountain View ha lanciato nei giorni scorsi un
nuovo strumento al servizio della salute. Si tratta di
Google Flu Trends, un sistema in
grado di prevedere con un certo anticipo i picchi di influenza che, prossimamente, si diffonderà
negli Stati Uniti. Finora, ad occuparsi di questo aspetto erano (e lo sono tuttora) i prestigiosi
Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta (CDC), l'ente preposto negli Stati Uniti per
controllare e prevenire le malattie, specialmente quelle infettive, attraverso le segnalazioni
provenienti da un campione significativo di "medici sentinella" dislocati sul territorio americano.
Attraverso questa procedura, le previsioni, seppur accurate, richiedono però alcuni giorni per
poter essere elaborate. Google Flu Trends, al cui sviluppo hanno collaborato gli stessi esperti dei
CDC, lavora invece in tempo reale e si basa sulle segnalazioni provenienti da chi utilizza il
motore di ricerca per cercare termini legati all'influenza come per esempio "febbre alta", "tosse",
"dolori muscolari", "termometro", "rimedi contro il freddo", ecc. Il funzionamento di Google Flu
Trends si basa infatti sulla stretta relazione che esiste tra la frequenza delle ricerche che
quotidianamente sono condotte sui sintomi influenzali e il numero di persone che, nei giorni
immediatamente successivi a quelli in cui la ricerca è operata, effettivamente si ammalano.
Inoltre, poiché Google è in grado di conoscere anche l'area nella quale una ricerca è operata, ecco
che il sistema messo a punto dagli esperti è in grado di prevedere, con congruo anticipo, come la
malattia si distribuirà a livello regionale.
Il sistema è basato su
Google Trends, uno dei tanti strumenti
sviluppati da Google in anni recenti e che appartiene a quella categoria di prodotti "prototipali"
(cioè ancora in fase di test) nati da idee innovative partorite dai "Google Labs". Tale
strumento non misura le parole più ricercate in assoluto, ma quelle che, in un determinato periodo
di tempo, subiscono i maggiori incrementi tra quelle ricercate. In altre parole si può dire che il
sistema non misura la "popolarità assoluta" di un termine (o di un insieme di termini riconducibili
a un concetto), ma la sua "popolarità relativa" in un certo periodo di tempo. Uno strumento
perfetto quindi per intercettare ed analizzare tendenze (da cui il nome Google Trends)
nell'effettuare ricerche che possono variare nel corso delle settimane e dei mesi e che non a caso
trova spesso applicazioni nell'area del marketing per monitorare la popolarità in Internet di
prodotti commerciali o in politica per misura la popolarità di un candidato alle elezioni (se ne è
fatto ampio uso durante l'ultima campagna elettorale per eleggere il nuovo presidente degli Stati
Uniti). Dall'area del marketing a quella del monitoraggio delle malattie ad ampia diffusione e con
un certo grado di infettività il passo è stato breve, favorito anche dalle ultime statistiche che
identificano in oltre il 60% la percentuale degli americani che si rivolge a Google per cercare
informazioni sanitarie.
L'affidabilità di Google Flue Trends è stata verificata confrontando il "trend"
delle ricerche su Google di termini riconducibili ai sintomi influenzali effettuate negli ultimi 5
anni rispetto ai dati raccolti dai CDC nello stesso periodo. Dal risultato di tale confronto non è
emersa alcuna differenza significativa arrivando addirittura a osservare, per le due curve, un
totale sovrapposizione. Addirittura, in un esperimento condotto lo scorso anno, Google Flu Trends è
stato in grado di prevedere come e dove si sarebbero maggiormente verificati casi di influenza con
due settimane di anticipo rispetto alle previsioni degli stessi CDC.
Le potenzialità di questi strumenti sono notevoli. C'è chi pensa di estenderne
l'impiego ad altre malattie presenti in America (dove è più facile poterne verificare
l'attendibilità attraverso un incrocio con i dati ufficiali raccolti dagli organismi
istituzionali). La stessa Google ha inoltre intenzione di proporre il servizio Flu Trends ad altri
Paesi al di fuori degli Stati Uniti. Ma c'è anche chi ricorda che tali sistemi potrebbero non
essere immuni da errori perchè, ad esempio, potrebbero non essere in grado di operare con quelle
malattie comuni tra la popolazione (come quella degli anziani) che generalmente non effettua
ricerche in Internet.
A onor del vero, Google Flue Trends non è la prima applicazione del suo genere.
Altre esperienze in passato hanno infatti cercato di usare Internet per raccogliere informazioni
sulle malattie per cercare di individuare possibili focolai. Nessuna di queste, tuttavia, è basata
sull'analisi del database delle ricerche operate su Google per individuare una malattia. Anche per
queste ragioni Google Flu Trends può essere fatto rientrare tra quelle applicazioni del web 2.0
nelle quali "l'intelligenza collettiva" e il contributo di ciascuno dei milioni di utenti della
rete è messa a disposizione di tutti al fine di rispondere a uno specifico quesito.
I risultati di questa esperienza sono descritti in un
manoscritto
disponibile sul portale di Google Flu Trends e, considerato il loro straordinario valore e le
possibili ricadute in termini di sanità pubblica, saranno presto pubblicati sulla prestigiosa
rivista Nature in un articolo firmato sia da Google che dai CDC.
Eugenio Santoro,
Dr. Sci. Informazione
Laboratorio di Informatica Medica/Dipartimento di Epidemiologia
santoro@marionegri.it
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