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La microglia cambia ruolo
15/07/2007
Il cervello è composto da diverse popolazioni cellulari, in stretta comunicazione reciproca e
con funzioni specifiche. La microglia rappresenta la popolazione immunitaria del sistema nervoso
centrale e, finora, era stata associata a eventi di tipo tossico ed infiammatorio, quindi coinvolta
nella progressione di un danno cerebrale. Alcune evidenze sperimentali mostrano ora che la
microglia posside una notevole plasticità funzionale che la rende attiva anche in meccanismi di
tipo protettivo. “La rivincita della microglia”, intitola un recente articolo apparso sulla rivista
Le Scienze che, citando due recenti studi scientifici, fa il punto della
situazione.
Il primo studio, condotto nel nostro Istituto (Capone et al. 2007) e in cui si analizzano i
meccanismi dell’azione protettiva delle cellule staminali, ha suggerito che, dopo infusione di
cellule staminali in un cervello ischemico di topo, non si verifica sostituzione del tessuto
danneggiato, bensì si attivano meccanismi protettivi che coinvolgono la microglia. In particolar
modo le cellule staminali stimolano la proliferazione e l’attività della microglia, facendole
assumere un compito neuroprotettivo. Nel secondo studio, (Koizumi et al. 2007), è stato individuato
un recettore espresso dalle cellule microgliali in grado di riconoscere specifici segnali di
fagocitosi rilasciati dalle cellule danneggiate. E’ probabile che la duplice, apparentemente
opposta, attività della microglia di proteggere i neuroni e di ripulire il tessuto dalle cellule
danneggiate, rappresenti un unico meccanismo fisiologico di difesa dai danni cerebrali. Comprendere
nel dettaglio questo meccanismo consentirebbe di sfruttarlo nella terapia di molte malattie
neurodegenerative. Infatti si potrebbe pensare ad un intervento terapeutico che, anziché sostituire
i neuroni danneggiati, stimoli il risanamento di quelli non definitivamente compromessi,
conservando pertanto la complicata rete di connessioni tra i neuroni, formatasi nel corso della
vita e necessaria per l’attività cerebrale di un individuo. Questo consentirebbe di proteggere
ampie zone di cervello dalla progressione temporale del danno neurodegenerativo e azionare
meccanismi fisiologici di riparazione.
Stefano Fumagalli
Lab. Infiammazione e Malattie del Sistema Nervoso
Le Scienze, La rivincita della microglia, V. Morelli, numero 466, giugno 2007, p. 44
Capone, C., S. Frigerio, et al. (2007). "Neurosphere-derived cells exert a neuroprotective
action by changing the ischemic microenvironment." PLoS ONE 2: e373.
Koizumi, S., Y. Shigemoto-Mogami, et al. (2007). "UDP acting at P2Y6 receptors is a mediator
of microglial phagocytosis." Nature 446(7139): 1091-5.
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