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Nuova inluenza: molto rumore per nulla?


3 Agosto 2009

A partire dalla seconda metà del mese di marzo, il governo messicano ha iniziato a segnalare un numero crescente di casi di sindrome influenzale in diverse aree del paese, la cui causa è stata successivamente identificata in un nuovo virus influenzale A/H1N1, frutto di un riassortimento di geni appartenenti a virus aviari, suini e umani.
Il virus si è successivamente diffuso negli Stati Uniti e in quasi tutti i paesi del mondo, tanto che al 27 luglio 2009 sono stati segnalati più di 163.789 casi confermati e 998 morti.
Questa epidemia è stata inizialmente enfatizzata dai mass media che dipingevano imminenti scenari apocalittici con lo spettro di migliaia di morti (secondo il copione già visto per la SARS e l'influenza aviaria), ma con il passare dei giorni e il ridimensionarsi delle cifre dei morti l'epidemia è scomparsa dall'attenzione dell'opinione pubblica, per poi riapparire di nuovo recentemente in seguito alla rapida diffusione dell'epidemia in Inghilterra e ai casi di studenti italiani colpiti dalla malattia. Nonostante la situazione sia in continua evoluzione, quello che sembra emergere dai dati epidemiologici è che si tratta di una forma che non sembra essere più pericolosa dell'influenza stagionale. Il tasso di letalità (numero di morti sul totale degli ammalati) è stimato a livello globale in 0,6%, con qualche piccola differenza tra le nazioni. Bisogna però sottolineare che è alquanto probabile che il numero totale di casi (persone ammalate) sia oggi sottostimato (p.es. i casi confermati nel Regno Unito sono 11.000, mentre il Ministero della Salute inglese stima che le persone ammalate siano 10 volte tanto) e che la letalità sia, perciò, più bassa di quanto stimato.
Come per l'influenza cosiddetta stagionale le persone che sono più a rischio di complicazioni sono quelle che hanno malattie croniche (p.es. malattie cardiovascolari, diabete, obesità, asma). Vi sono stati, però, anche alcuni casi (rari) di persone decedute pur essendo apparentemente in buona salute. Si tratta, comunque, di eventi che possono occorrere anche con l'influenza stagionale.
Molta enfasi è stata posta sull'impiego degli antivirali e sul possibile sviluppo di un vaccino contenente il ceppo di virus A/H1N1. Eppure, le evidenze disponibili a supporto di questi trattamenti appaiono ancora insufficienti per suggerire un vasto impiego.
Per quanto riguarda gli antivirali, i test in laboratorio hanno documentato la sensibilità del ceppo H1N1 nei confronti del farmaco, ma mancano dati sulla reale efficacia clinica. Al contrario, un utilizzo ampio e poco oculato di questi farmaci potrebbe favorire lo sviluppo di resistenze (e alcuni casi di ceppi resistenti sono già stati segnalati) e l'insorgere di effetti indesiderati, anche gravi (p.es. sintomi neuropsichiatrici). L'uso dei farmaci antivirali come trattamento dell'influenza dovrebbe essere perciò valutato dal medico e limitato alle persone che, per il loro stato di salute, sono a rischio di complicazioni.
Il vaccino potrebbe essere disponibile non prima dell'autunno, verosimilmente a dicembre, e, anche in questo caso, senza che possano essere adeguatamente documentate l'efficacia e la sicurezza prima della sua eventuale commercializzazione. Prima di essere messo in commercio il vaccino sarà, infatti, sperimentato solo su poche centinaia di persone, con lo scopo di valutare quale è la dose da somministrare e se è in grado di produrre una concentrazione di anticorpi sufficiente a bloccare un'eventuale infezione. Non sapremo, però, quale sarà la percentuale di persone vaccinate che saranno protette da questa nuova influenza. Non solo, ma ad oggi è difficile prevedere se in novembre/dicembre questo nuovo virus H1N1 sarà ancora circolante. È perciò difficile al momento pronunciarsi su quale potrà essere l'utilità della vaccinazione.
Non altrettanta attenzione è stata, invece, posta sulle misure igieniche e di "distanza sociale": lavare spesso e accuratamente le mani con acqua e sapone, riparare la bocca e il naso quando si tossisce e si starnutisce, evitare di toccarsi occhi, naso e bocca, evitare luoghi affollati, rimanere in casa se si hanno sintomi influenzali. Eppure, gli studi disponibili hanno documentato l'efficacia di queste misure nel ridurre la trasmissione dei virus respiratori. Si tratta, quindi, di misure profilattiche valide per tutte le infezioni delle alte vie aeree, anche per l'influenza "stagionale" (nonché per il raffreddore).
A questo riguardo il National Health Service inglese ha coniato lo slogan "Catch it, bin it and kill it": cattura il virus nel fazzoletto, gettalo nella spazzatura, e uccidilo lavando le mani. Sul sito del National Health Service è possibile vedere un breve spot creato per educare le persone a seguire queste semplici regole.

Antonio Clavenna,
Dipartimento Salute Pubblica,
Antonio.clavenna@marionegri.it

 

 
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