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Vaccini
7 Aprile 2008
Da sempre esistono movimenti, molto limitati, costituiti da persone che odiano i
vaccini e farebbero qualsiasi cosa pur di eliminarli dalla circolazione. Con il tempo e con la
diffusione delle comunicazioni attraverso i mass-media questi gruppi si sono fatti conoscere ed
hanno creato adepti. Si tratta in generale di genitori che hanno avuto problemi di salute con i
figli in concomitanza o in seguito ad una vaccinazione. In qualche caso si tratta purtroppo di
effetti collaterali –molto rari – che sono imputabili ai vaccini perché non esistono come per tutti
i farmaci trattamenti innocui. Nella maggioranza dei casi si tratta invece di coincidenze che nulla
hanno a che fare con le vaccinazioni. Tuttavia questi casi hanno determinato la circolazione di
notizie che spaventano e che creano preoccupazioni. In alcuni casi i vaccini sono stati accusati di
essere responsabili dell'autismo infantile, in altri casi di aumentare l'incidenza della sclerosi
multipla, in altri ancora di essere alla base dell'aumento dei tumori. In realtà tutti gli studi
compiuti finora non hanno mai dato alcuna indicazione circa effetti tossici così gravi dovuti alle
vaccinazioni. Qualche anno fa, si era identificato l'agente che poteva essere responsabile della
tossicità dei vaccini, un composto organico a base di mercurio che veniva aggiunto per mantenere la
sterilità del preparato farmaceutico. Anche in questo caso tuttavia gli studi furono negativi anche
date le piccole quantità di mercurio presenti nei vaccini e comunque oggi il preparato di mercurio
è stato sostituito. In realtà i vaccini sono i migliori farmaci in assoluto per tante ragioni:
bastano poche dosi per avere effetti che durano a lungo nel tempo; esercitano un'attività
preventiva ed evitano perciò l'insorgere di molte malattie che poi richiedono interventi medici,
ospedalizzazioni e trattamenti farmacologici; hanno un costo molto limitato rispetto ai benefici
che producono. Il risultato forse più importante è quello di poter debellare la malattia. Le nuove
generazioni non hanno più bisogno, rispetto alle precedenti, di vaccinarsi contro il vaiolo perché
la diffusione della vaccinazione anti-vaiolosi ha impedito qualsiasi localizzazione al virus
responsabile, determinandone la sua scomparsa. Molti genitori dovrebbero ricordare gli anni in cui
la poliomielite mieteva, fra i bambini, morti e disabili; oggi grazie alla generalizzata
vaccinazione i casi di poliomielite nei paesi ad alto sviluppo, sono, se esistono, una rarità
assoluta e fra qualche anno probabilmente non sarà più necessario vaccinare contro queste terribili
malattie. Pur essendo questa situazione verificabile da parte di tutti e pur avendo esempi nella
letteratura scientifica dei grandi vantaggi ottenuti nei paesi industrializzati attraverso le
vaccinazioni obbligatorie, appare preoccupante e irrazionale la decisione da parte della Regione
Veneto di bloccare la obbligatorietà delle vaccinazioni lasciando libertà di decisione alle
famiglie. Questa decisione sembra che sia contagiosa perché anche altre Regioni stanno progettando
di "liberalizzare" le vaccinazioni. Se ciò avvenisse in modo sistematico nel nostro Paese è facile
predire che sarebbe un disastro. Infatti perché una vaccinazione possa debellare nel tempo una
malattia, è necessario che sia generalizzata, altrimenti il virus o il batterio continuerà a
circolare fra coloro che non sono stati vaccinati. E' chiaro che non tutte le vaccinazioni debbano
essere obbligatorie: la diffusione e la gravità della malattia a cui si rivolgono debbono essere
fattori importanti per fare la scelta. In altri casi quando l'infezione è relativamente rara non
val la pena di vaccinare tutta la popolazione. Ad esempio per le forme di meningite che
rappresentano casi sporadici basta fare una profilassi con rifampicina ed eventualmente vaccinare
tutti coloro che hanno avuto un contatto diretto o indiretto con l'ammalato. In definitiva le
vaccinazioni sono un intervento importante di sanità pubblica che va sostenuto come elemento
indispensabile per evitare a tutta la popolazione il peso di malattie infettive che possono essere
evitate.
Prof. Silvio Garattini
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