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Metodi predittivi e non esperimenti su animali per testare i prodotti chimici
Il Parlamento Europeo ha promulgato nel 2007 il nuovo regolamento per le sostanze chimiche: il
REACH. Finora venivano commercializzate senza valutarne accuratamente gli effetti tossici per l’u
omo e l’ambiente. Ora invece vige la regola “no data, no market”.
Si stima che gli adempimenti per il REACH possano costare all'industria miliardi di euro:
infatti 30000 composti chimici(dalle vernici ai solventi) in tutta Europa dovranno essere testati
con esperimenti su animali (si parla di 4 milioni di animali). Tuttavia, il REACH prevede che,
prima di ricorrere a prove di laboratorio su animali, si debba valutare se esistano metodi
alternativi.
L’istituto Mario Negri è coinvolto in 5 progetti CE attinenti al REACH, in tre di essi come
coordinatore. In questi progetti l’Istituto sta sviluppando metodi alternativi di tipo predittivo,
basati sul calcolo delle proprietà chimiche delle sostanze per stimarne la tossicità. In tal modo
si contribuisce a minimizzare l'uso di esperimenti su animali, secondo quanto auspicato dal REACH.
I partner del progetto CAESAR hanno sviluppato dei software predittivi,che non brevetteranno,
mettendoli invece a disposizione della comunità scientifica e delle aziende su internet a breve.
In questo l'Europa si allinea a una condotta già attiva negli Stati Uniti, dove
l'Environmental Protection Agency sta utilizzando già dal 1976 metodi predittivi per utilizzo
regolatorio.
Proprio per illustrare come usare i modelli predittivi si terrà il 1 luglio 2008 presso l’I
stituto Mario Negri di Milano uno workshop (www.insilico.eu ) dedicato alle aziende e organizzato dall’I
stituto in collaborazione con Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e
l’Istituto Superiore di Sanità.
Al Workshop parteciperanno anche rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico e del
Ministero del Welfare.
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