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Sclerosi Laterale Amiotrofica: un difetto di pulizia cellulare
Sembra essere una questione di inefficiente pulizia cellulare una delle cause che fa degenerare i motoneuroni nella SLA. Questo è quanto emerso negli ultimi anni dagli studi di ricercatori del Mario Negri guidati da Caterina Bendotti.
Nel 2009 hanno dimostrato che nei motoneuroni di topi che sviluppano un tipo di SLA genetica molto simile a quella che colpisce l'uomo, c'è un difetto dell'attività del proteasoma, un sistema di enzimi deputato allo smaltimento delle proteine anomale che tendono ad accumularsi (Cheroni et al. Human Molecular Genetics,18,82-96,2009). Di recente, sempre in collaborazione con l'Università di Milano, i ricercatori del Mario Negri hanno identificato una piccola proteina in grado di rimuovere ed eliminare le proteine anomale, la proteina HspB8 (Crippa et al. HMG, 19,3440-56,2010), prevenendo il loro accumulo nella cellula.
La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è una grave malattia degenerativa dei motoneuroni, cioè delle cellule nervose del cervello e del midollo spinale che trasmettono i comandi alla muscolatura volontaria del movimento, del linguaggio, della deglutizione e della respirazione provocando una paralisi progressiva e la morte dopo circa 3-5 anni dall'esordio. Nel 10% dei casi la SLA è una malattia geneticamente determinata e i maggiori progressi nella ricerca degli ultimi 20 anni si sono ottenuti grazie allo sviluppo di modelli animali delle forme genetiche della malattia, come i topi transgenici portatori del gene mutato della superossido dismutasi. Da tempo i ricercatori del Mario Negri sanno che nei motoneuroni affetti da SLA sono presenti proteine anomale il cui accumulo causa il malfunzionamento della cellula sino a portarla alla morte.
Alcune di queste proteine sono state identificate, grazie anche alle nuove tecnologie di proteomica sviluppate in istituto, sia nei motoneuroni dei topi affetti da SLA familiare che in quelli di pazienti affetti da SLA a causa ignota ( Bendotti et al. JNEN,63,113-9, 2004, Basso et al. Plosone, 4,e8130, 2009) facendo ipotizzare un comune meccanismo di danno cellulare. In condizioni normali il motoneurone mette in moto dei sistemi in grado di regolare in modo accurato la demolizione e l'eliminazione delle proteine anomale attraverso l'attivazione di molecole spazzino, le cosidette "chaperonine" come l'HspB8 e di sistemi di smaltimento dei rifiuti della cellula come il proteasoma. "Negli studi finora effettuati" afferma Caterina Bendotti "abbiamo visto che questi sistemi non funzionano bene nei motoneuroni dei topi affetti da SLA e stiamo quindi cercando il modo di renderli più efficaci con strategie farmacologiche e di terapia genica. Esistono molecole in grado di attivare sia il sistema del proteasoma sia la proteina HspB8, si tratta ora di valutare se queste molecole siano in grado di arrivare ai motoneuroni senza causare effetti collaterali dannosi e di svolgere la loro azione permettendo al motoneurone - che ancora non è del tutto daneggiato - di riprendere la sua funzione".
I ricercatori del Mario Negri sono già al lavoro per sperimentare l’efficacia di alcune sostanze, per escluderne l'eventuale tossicità e capire se sono in grado di rallentare il decorso della patologia.
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