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Carcinoma ovarico: pazienti, clinici e ricercatori insieme per studiare percorsi comuni
Lo scorso 3 dicembre si è svolto in Istituto il convegno “Sconfiggere il tumore ovarico si può, combattiamo insieme” organizzato da Acto, Alleanza contro il tumore ovarico (http://www.actoonlus.com/). E' tempo infatti di attirare l'attenzione su questo tumore che è caratterizzato da diagnosi tardive – questo tumore non ha sintomi specifici e al momento non ci sono esami per arrivare ad una diagnosi precoce - e da una importante mortalità.
Acto è una associazione nata nel Febbraio 2010 su iniziativa di un gruppo di donne colpite da carcinoma ovarico che ha deciso di sostenere in modo propositivo la ricerca nel settore. Proprio per questo si è fatta promotrice del convegno che ha visto riuniti medici e ricercatori di importanti strutture di ricerca: Istituto Mario Negri, IEO, Istituto Nazionale dei Tumori, Istituto Oncologico della Svizzera italiana e IFOM.
Il coordinamento delle attività di ricerca è una delle priorità, insieme alla ricerca degli strumenti per una diagnosi precoce e ad una assistenza che tenga conto di tutti gli aspetti, anche umani e di qualità della vita, importanti per affrontare una patologia così difficile. Il tumore dell'ovaio è diagnosticato a circa 4 mila donne ogni anno, dai dati dell'Associazione italiana dei registri tumori(http://www.registri-tumori.it/PDF/AIRTUM2009Incidenza/EPv33i1-2s2.pdf) risulta che una donna 71 avrà un tumore ovarico e una donna ogni 102 morirà a causa di ciò. Come ha ricordato la presidente di ACTO il carcinoma ovarico è diagnosticato ad un numero relativamente piccolo di donne e pertanto la ricerca e gli investimenti non sono mai stati particolarmente importanti.
In sala molte donne testimoni di una diagnosi di carcinoma ovarico e altrettanti clinici e ricercatori quotidianamente impegnati nel suo studio e nel trattamento. Questo ha rappresentato una novità per il carcinoma ovarico, è infatti la prima volta che per questo tumore le pazienti richiamano una attenzione per avanzamenti concreti. Come ha sottolineato la presidente di Acto, è importante che medici e pazienti condividano strategie e metodi, in particolare per collaborare e coordinarsi in modo da sviluppare progetti di ricerca comuni, come quello presentato in questa occasione, che corrispondano quanto più possibile ai bisogni dei pazienti. E' fondamentale poi razionalizzare gli investimenti e incrementare i fondi per la ricerca sul carcinoma ovarico. Le donne dell'associazione Acto hanno inoltre sottolineato l'importanza che le priorità della ricerca siano in linea con quelle delle pazienti, che il tempo della ricerca sia battuto insieme e che ci sia la massima trasparenza e informazione sui progetti in corso e i risultati ottenuti.
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