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Le malattie renali: l'impegno del Mario Negri per i Paesi Emergenti



L’8 marzo è stata celebrata in tutto il mondo la Giornata del Rene. In Italia l’evento è promosso dalla Società Italiana di Nefrologia (SIN) e dalla Fondazione Italiana Rene (FIR), con la collaborazione della Croce Rossa Italiana e dell’International Society of Nephrology.

Oggi nel mondo, ci sono circa 2 milioni di persone che a causa di una malattia renale continuano a vivere grazie alla dialisi o al trapianto. Il 90% vive in Europa, America del Nord, Australia e Giappone, cioè nei Paesi ricchi. Nei Paesi emergenti ci sono meno risorse disponibili per la sanità: non tutti quelli che hanno bisogno di dialisi possono averla. Nei Paesi veramente poveri, questa possibilità è del tutto inesistente.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che nel 2020, solo in Cina, i dializzati saranno più di un milione e che 30 milioni di persone soffriranno di ipertensione dovuta a problemi renali cronici. E queste stime sono destinate a crescere ancora perché una delle principali cause delle malattie renali croniche è il diabete dell’adulto, malattia già riconosciuta come uno dei problemi più gravi di salute pubblica del XXI secolo. Infatti, nel 2000 il numero dei soggetti diabetici era di 171 milioni (2,8% della popolazione mondiale) e si stima che nel 2030 questo numero salirà a 366 milioni (6,5% della popolazione mondiale), di cui 298 milioni nei Paesi in via di sviluppo.
I trattamenti per chi soffre di una malattia renale in stadio avanzato e deve essere sottoposto a dialisi o trapianto sono molto costosi: nel mondo le spese complessive per il trattamento dialitico e per il trapianto nei prossimi dieci anni supereranno 800 milioni di Euro. In Europa, i costi della dialisi assorbono fino all’1,7% della spesa sanitaria nazionale.
Il principale obiettivo dei Paesi Occidentali, pertanto, è il contenimento dei costi. Il problema per i Paesi emergenti è più critico, perché non è possibile accedere alla dialisi e al trapianto, a causa dei costi proibitivi; la prevenzione del danno renale è l’unica via possibile per offrire una speranza per il futuro agli abitanti di questi Paesi.

Il programma GO della Società Internazionale di Nefrologia
Il programma GO – ex programma COMGAN - è stato avviato nel 1991 dalla Società Internazionale di Nefrologia (ISN) con l’obiettivo di favorire la prevenzione e la cura precoce delle malattie renali nei Paesi emergenti o poveri, con mezzi relativamente semplici ed economici.
L’Istituto Mario Negri di Bergamo  contribuisce attivamente coordinando il “Comitato di Ricerca e Prevenzione” del programma GO. Il comitato guidato dal professor Giuseppe Remuzzi ha lo scopo di definire una strategia globale di prevenzione e regressione delle malattie renali progressive. Il comitato ha sede a Villa Camozzi a Ranica.
Per l’attività di prevenzione rivolta ai Paesi Emergenti sono state prodotte linee guida per identificare le malattie renali croniche e i suoi fattori di rischio, quali diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari, e indicazioni per terapie semplici e poco costose.
E’ stato inoltre creato con l’aiuto e il coordinamento del team di bioingegneri del Centro di Ricerche Cliniche per Malattie Rare “Aldo e Cele Daccò” dell’Istituto Mario Negri a Ranica, un sistema informatico di raccolta dati (KDDC, Kidney Disease Data Center) per i programmi di screening e intervento per le malattie renali nei Paesi emergenti. Ad oggi sono stati raccolti dati relativi a più di 40.000 persone in 10 Paesi.
L’Istituto inoltre prepara medici e infermieri dei Paesi emergenti ad affrontare tutti i problemi della prevenzione e cura delle malattie renali, li assiste con un continuo supporto culturale e materiale quando tornano nel loro Paese, lavora con le istituzioni internazionali, come l’Organizzazione Mondiale della Sanità, perché riservino maggiore attenzione ai programmi di assistenza per le malattie renali nei Paesi poveri.
Dal 2005 ad oggi, l’attenzione nei confronti dei Paesi emergenti si è concretizzata in programmi di screening e di intervento terapeutico a livello nazionale e regionale; sono già 29 i progetti avviati in tutto il mondo da Cuba alla Bolivia, dalla Moldova al Nepal, dalla Cina, all’India, alla Mongolia, all’Australia. Molti sono gli operatori sanitari che, dai Paesi emergenti, vengono a Bergamo per seguire un anno di formazione e approfondire le proprie conoscenze nel campo della ricerca clinica (studi clinici, analisi dei dati, stesura di protocolli), e preparare progetti di prevenzione delle malattie renali.

I progetti avviati
Uno dei primi progetti avviati è stato quello in Bolivia: nel 1998 è cominciato con una grande campagna di sensibilizzazione che ha coinvolto 25 mila persone in tre differenti regioni del Paese. A partire dal 2006 è proseguito con un programma di prevenzione delle malattie renali e cardiovascolari che ha interessato più di 3.500 persone a La Paz. Il progetto è coordinato dal dott. Rodolfo Flores Bravo e dalla dr.ssa Andrea Panozo, che hanno trascorso un anno di formazione  presso il Mario Negri di Bergamo. Il Ministero della Salute boliviano, all’inizio del 2005 ha approvato un Programma Nazionale di Salute Renale e il dott. Raul Plata, che ha pure lavorato all'Istituto di Bergamo, ne è stato nominato Consulente e Coordinatore.
In Australia, nelle Tiwi Islands, tra il 1995 e il 2000 un programma che ha coinvolto 1800 aborigeni ha permesso di ridurre del 63% la mortalità per malattie renali e del 50% quella per infarto e ictus. Il trattamento con farmaci anti-ipertensivi ha ottenuto risultati talmente buoni che, per la sanità australiana, è stato calcolato un risparmio di oltre 2 milioni e mezzo di euro grazie al rinvio o alla riduzione dei trattamenti di dialisi.
In India, dove la spesa sanitaria pro capite è di 7,7 dollari all’anno, dopo uno screening di 25 mila persone, chi risultava positivo per pressione alta o diabete è stato trattato con farmaci anti-ipertensivi e antidiabetici a basso costo. La spesa complessiva annua è stata di 6.200 euro, cioè di circa 0,25 euro per paziente.
In Nepal è stato messo a punto un programma di prevenzione dedicato alle malattie renali croniche, a quelle cardiovascolari e al diabete. Si è iniziato con uno screening nella città di Dharan che poi si è esteso ad altre cittadine della regione orientale del Paese. Sono coinvolte più di 20.000 persone e sono stati identificati più di 3.500 soggetti a rischio che sono entrati in un programma di trattamento con farmaci renoprotettivi e antidiabetici a basso costo. Il programma è coordinato da BP Koirala Institute of Health Science a Dharan, e diretto con grande passione ed entusiasmo dal dott Sanjib Kumar Sharma, che ha fatto ritorno in Nepal dopo un periodo di studio di due anni all’Istituto Mario Negri di Bergamo. Il programma di prevenzione in Nepal è considerato dalla Società Internazionale di Nefrologia uno degli esempi più significativi per i Paesi in via di sviluppo.
Anche in Moldova si è creato un network di strutture sanitarie con il coordinamento del Republican Clinical Hospital di Chisianu, dove è stato avviato un programma per le malattie renali e cardiovascolari nell'ambito del quale sono già state sottoposte a screening 2.000 persone. Inoltre il dott. Igor Codreanu, ex borsista del COMGAN, che ha frequentato l'Istituto per due anni, è stato recentemente nominato dal Governo moldavo Direttore della neonata Agenzia Nazionale dei Trapianti.
In Nicaragua, nel 2004, è partito un progetto sulla prevenzione e il trattamento delle malattie renali infantili, in collaborazione con l’Istituto di Pediatria e Neonatologia dell’Università di Milano; coinvolge 4.500 bambini. In Nicaragua il progetto è portato avanti dall’Ospedale Infantile La Mascota di Managua che coordina 5 altri ospedali periferici e 54 centri estesi su tutto il territorio. Il progetto comprende lo sviluppo di vari aspetti: l'epidemiologico, il trattamento farmacologico e soprattutto l’informazione della popolazione a scopo preventivo.
A Cuba, nell’Isola della Gioventù, tramite uno studio partito nel 1996 si è visto che il numero di pazienti con una malattia renale cronica seguiti dal programma è aumentato di circa il 24% negli ultimi anni.
In Uruguay, la dr.ssa Laura Solà ha attivato un registro nazionale per le malattie renali, riconosciuto e supportato recentemente dal Ministero della Salute uruguaiano. Il registro ha documentato che le malattie renali croniche sono frequenti nella popolazione uruguaiana. Per questo la dr.ssa Solà, in collaborazione con l’Istituto Mario Negri di Bergamo, ha iniziato un nuovo programma di prevenzione a Montevideo con l’obiettivo di estenderlo in seguito a tutto il Paese.
In Mongolia, la dr.ssa Ariunaa Togtokh dell’Università di Ulaan Bataar, dopo essere stata per un anno all’Istituto Mario Negri, ha iniziato lo screening per le malattie renali e diabete nella capitale e nelle aree rurali vicine. Fino ad oggi oltre 1.000 persone hanno partecipato al programma.

 

 
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Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2014 0.26.31 CEST