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Chemioterapia immediata efficace per tumore ovarico precoce
24/01/2003
I risultati di due ricerche cliniche mostrano che donne con un tumore ovarico in stadio precoce
hanno una maggiore possibilità di sopravvivenza, dopo l'intervento chirurgico, se sono trattate
immediatamente con chemioterapia a base di platino.
Ricercatori del Medical Research Council (MRC) britannico hanno coordinato uno studio
internazionale chiamato ICON1, il più vasto mai realizzato su donne con tumore ovarico precoce,
analizzando 477 pazienti di cinque Paesi: Gran Bretagna, Italia, Svizzera, Irlanda e Brasile.
Per l'Italia lo studio è stato coordinato dal Laboratorio di Ricerca Clinica Oncologica
dell'Istituto Mario Negri di Milano e ha potuto essere attuato anche grazie al contributo economico
della Fondazione Mattioli.
Lo studio è durato in tutto 9 anni, durante i quali si è potuto constatare che il 79% delle
donne che avevano ricevuto una chemioterapia a base di platino immediatamente dopo l'operazione
chirurgica era ancora in vita dopo 5 anni dalla diagnosi, in confronto al 70% delle donne non
trattate con chemioterapia subito dopo l'intervento.
Le pazienti sono anche state seguite per un controllo sulla ricorrenza della patologia: il
73% delle donne trattate immediatamente con chemioterapia era ancora in vita e non aveva subito una
ricaduta della malattia, rispetto al 62% delle pazienti che non aveva ricevuto chemioterapia
immediata.
Per determinare con maggiore precisione l'effetto della chemioterapia, i dati provenienti
dallo studio ICON1 sono stati aggregati a quelli dello studio ACTION, coordinato dalla European
Organisation for Research and Treatment of Cancer (EORTC). Le analisi combinate delle due ricerche
(cui ha partecipato un totale di 925 pazienti) supportano l'uso della chemioterapia precoce.
Secondo Valter Torri, capo del Laboratorio di Ricerca Clinica Oncologica dell'Istituto ‘Mario
Negri’ i risultati di questa ricerca “dimostrano che il trattamento immediato con chemioterapia a
base di platino-derivati a seguito di operazione chirurgica può migliorare la sopravvivenza e
ritardare la ricorrenza in un ampio spettro di donne con tumore ovarico in fase iniziale”.
Prof. Silvio Garattini
Direttore
Milano, 24 gennaio 2003
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