|
Sclerosi Laterale Amiotrofica: nuove scoperte e speranze terapeutiche
25/06/2003
L'attivazione della proteina P-38 MAPK potrebbe essere tra le cause dell'insorgere della Sclerosi
Laterale Amiotrofica (SLA), una malattia neurodegenerativa che porta alla paralisi progressiva dei
soggetti colpiti e alla morte nel giro di 3/5 anni, lasciando però intatte le loro funzioni
intellettive e quindi la loro consapevolezza.
Questa la scoperta fatta da un gruppo di ricercatori del laboratorio di Neurobiologia
Molecolare dell'Istituto Mario Negri di Milano, guidato dalla Dottoressa Caterina Bendotti, in
collaborazione con il dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Torino ed effettuata grazie
ai finanziamenti della Fondazione Monzino, di Telethon oltre che dell';associazione britannica
MNDA. Lo studio è stato pubblicato sul numero di Giugno della prestigiosa rivista scientifica
Molecular Cell Neuroscience.
Scopo della ricerca era individuare le alterazioni molecolari che avvengono nei motoneuroni,
le cellule che controllano i muscoli che consentono i movimenti volontari, comprese la deglutizione
e l'articolazione del linguaggio e che sono danneggiate in modo specifico dalla malattia. Nel corso
dello studio si è scoperto che la proteina P-38 MAPK, già in una fase iniziale della malattia,
viene fortemente attivata nei motoneuroni di topi affetti da SLA.
Con il progredire della malattia l'attivazione di P-38 MAPK si estende anche alle cellule
gliali reattive che proliferano intorno ai motoneuroni, aumentando la potenzialità tossica di
questa molecola. La proteina è attivata da una varietà di stimoli, inclusi lo stress ossidativo,
l'eccitotossicità e le citochine infiammatorie, tutti fattori ritenuti importanti per lo sviluppo
della SLA. Si ritiene che essa quindi rappresenti il bersaglio comune di vari stimoli tossici per
il motoneurone e che la sua attivazione sia un meccanismo determinante nel processo degenerativo di
queste cellule. P-38 MAPK può dunque rappresentare un bersaglio su cui individuare e sviluppare
nuovi farmaci efficaci per il trattamento di questa devastante malattia. Allo stato attuale si
stanno applicando alcuni principi attivi (non ancora utilizzati nella pratica clinica) ai topi
affetti da SLA, per capire se ci può essere una remissione della patologia. Ad oggi l'incidenza
della SLA, che viene considerata una malattia rara e insorge tra i 40 e i 60 anni di età, è di
circa 1,5 su 100.000 individui. In Italia si stima che oggi siano colpite da SLA circa 3000/4000
persone.
Prof. Silvio Garattini
Direttore
Milano, 25 giugno 2003
IB/69
------------------------------------
Per informazioni rivolgersi a:
Dr.ssa Isabella Bordogna
Ufficio Stampa - Istituto Mario Negri
Via Eritrea 62 - 20157 Milano
tel. 02 39014.581
e-mail:
ufficiostampa@marionegri.it
|