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Un solo anestesista per ogni paziente
31/07/2003
Il medico che anestetizza un paziente durante un intervento chirurgico dovrebbe essere lo stesso
che lo ha visitato prima dell'operazione, cioè colui che conosce il suo stato di salute e gli
eventuali rischi dell'anestesia. Così auspicano gli anestesisti italiani, come risulta da un’i
ndagine condotta nel 2002 dal GIVITI (Gruppo Italiano per la Valutazione degli Interventi in
Terapia Intensiva), coordinato dall'Istituto Mario Negri.
Lo studio è stato pubblicato in questi giorni sulla prestigiosa rivista scientifica British
Medical Journal e riporta i risultati di un questionario presentato a un gruppo di anestesisti
italiani, cui è stato chiesto di scegliere se preferivano che fosse lo stesso anestesista a
compiere la visita pre-operatoria a un paziente e poi a somministrargli l'anestetico o piuttosto
che fossero due medici diversi.
Attualmente in Italia il sistema prevede una suddivisione dei compiti, con un medico
anestesista che svolge il colloquio pre-operatorio con il paziente e un altro che di fatto gli
somministra l'anestetico in sala operatoria. Questioni di ordine amministrativo e organizzativo
inducono direttori e primari ospedalieri a optare per questa soluzione, che consente di eseguire un
maggior numero di interventi, come segnalano Guido Bertolini e Bruno Simini, autori dello studio.
Si è visto invece che, su 198 risposte, ben 161 medici anestesisti asserivano di preferire la
soluzione “un solo anestesista per ogni paziente”. Questa scelta è stata motivata in vari modi:
l'anestesista non dovrebbe mai visitare il paziente con l'atteggiamento disinteressato di chi non
avrà poi la responsabilità di anestetizzarlo; l'anestesista che somministra i farmaci è anche colui
che può prescriverli con cognizione di causa; non si può anestetizzare un paziente che si ritiene
inadatto all'anestesia solo perché un altro anestesista durante la visita pre-operatoria l'aveva
invece giudicato idoneo; in caso di evento avverso è difficile decidere a chi attribuire la
responsabilità.
Questo studio è anche in pieno accordo con una ricerca condotta da Bruno Simini nel 2001 su
un gruppo di pazienti, che mostrava - anche da parte degli utenti - una netta preferenza per la
soluzione “unica”. Su 165 pazienti intervistati, infatti, 122 hanno risposto di preferire che sia
lo stesso anestesista che li visita prima dell'operazione a somministrare poi l'anestetico al
momento dell'intervento. Molti di questi pazienti, anzi, davano già per scontato che le cose
stessero in questo modo e sono rimasti delusi nell'apprendere che, invece, quasi sempre gli
anestesisti sono diversi.
Milano, 31 Luglio 2003
IB/71
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