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Identificata cocaina nel Po e nelle acque di scarico urbane


03/08/2005

Il fiume Po porta con sé ogni giorno l'equivalente di 4 kg di cocaina.

Da dove arriva? Dalle urine dei consumatori convogliate nel fiume dalle acque di scarico urbane. La misura dei livelli di cocaina ha permesso di stimare che il consumo tra la popolazione residente nel bacino del fiume (5 milioni a monte del sito di prelievo, Milano esclusa) è superiore alla tonnellata su base annua, con un impatto economico del traffico superiore ai 100 milioni di euro.

Per ogni 1000 giovani adulti della zona si consumerebbero ogni giorno almeno 27 dosi di cocaina (1 dose media=100 mg) e il consumo complessivo sarebbe pari a 40.000 dosi al giorno.

Dati ottenuti direttamente dalle acque di scarico urbane confermano questi valori, che sono molto più elevati rispetto alle attuali stime basate su fonti istituzionali. Fortunatamente, le analisi sull'acqua potabile non hanno mai evidenziato tracce di cocaina.

L'uso di cocaina sembra essere in aumento a livello mondiale, ma è difficile stabilire con sicurezza le quantità di droga consumata e seguire le tendenze d'uso. Gli unici dati a disposizione, indiretti e probabilmente non realistici, sono infatti basati su interviste ai "consumatori", e statistiche su atti di criminalità correlati all'uso o allo spaccio di stupefacenti.

Un gruppo di ricercatori dell'Istituto Mario Negri di Milano, guidati da Roberto Fanelli ed Ettore Zuccato del Dipartimento Ambiente e Salute, ha sviluppato un metodo alternativo di valutazione, basato su evidenze dirette. L'idea è nata dai loro studi precedenti sulla presenza di farmaci d'uso comune nelle acque di scarico e di fiume.

Nelle urine umane permangono tracce dei farmaci somministrati (o delle droghe consumate), che permettono di risalire alle dosi assunte. Queste sostanze, eliminate con le urine, confluiscono prima nelle acque di scarico (una sorta di "deposito" transitorio di questi prodotti) e poi nei fiumi. Dai loro livelli nelle acque di scarico e di fiume è quindi possibile ricostruire una "mappa" qualitativa e quantitativa di farmaci e droghe usati dalla popolazione.

Lo studio dell'Istituto Mario Negri, condotto in collaborazione con l'Università dell'Insubria (VA) e pubblicato sulla rivista scientifica "Environmental Health: A Global Access Science Source" (accesso libero su: www.ehjournal.net), ha per la prima volta dimostrato la presenza di cocaina, e del suo maggiore prodotto urinario (benzoilecgonina), nelle acque del fiume Po e nelle acque di scarico dei depuratori di varie città (Varese, Cuneo, Latina, Cagliari). Dai livelli misurati si è potuto risalire ai consumi di cocaina tra la popolazione servita dai depuratori studiati e -su scala più vasta- tra gli abitanti del bacino del Po.

L'applicazione di questo nuovo approccio permetterebbe di monitorare l'uso di sostanze illecite nella popolazione, a livello locale e in tempo reale, preservando l'anonimato degli individui. Una volta perfezionato ed esteso ad altre droghe, questo metodo potrebbe diventare un valido strumento per studiare consumi e tendenze d'uso in maniera oggettiva, fornendo informazioni utili a comprendere questo grave fenomeno.

Milano, 3 agosto 2005                                   

Prof. Silvio Garattini                                                                  
Direttore Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri             

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Per ulteriori informazioni:
Dott Ettore Zuccato
e-mail zuccato@marionegri.it , telefono 02 39014544

 

 
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Ultimo aggiornamento: 8 febbraio 2012 16.34.14 CET