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Il Premio Hamburger a Giuseppe Remuzzi
Per la prima volta, il più importante riconoscimento della nefrologia mondiale va a un italiano.
10/06/2005
Al noto ricercatore italiano il prestigioso premio della Società Internazionale di Nefrologia,
per la sua capacità di coniugare l’interesse per la ricerca scientifica con l’aspetto clinico della
medicina.
Lunedì 27 giugno, durante il Congresso Mondiale della Società Internazionale di Nefrologia,
che quest’anno si svolgerà a Singapore, il Premio Hamburger verrà assegnato a Giuseppe Remuzzi,
direttore dell’Istituto di Ricerce Farmacologiche Mario Negri Bergamo, primo italiano fino ad ora
ad essere onorato con questo riconoscimento.
La cerimonia di premiazione avverà alle 10,30 e a consegnare il premio sarà il dott. Barry
Brenner, lo scienziato che ha portato i più grandi contributi alla nefrologia moderna.
Il prof. Jean Hambuger, scomparso nel 1992, è stato il fondatore della Nefrologia in Francia,
colui che, nel 1955, ha introdotto il primo rene artificiale e che, nel 1962, ha eseguito con
successo il primo trapianto al mondo tra due persone estranee.
È stato il pioniere di una generazione di clinici che negli ultimi 50 anni hanno saputo
riconciliare la pratica della medicina con la ricerca di base. Istituito nel 1986 dalla Società
Internazionale di Nefrologia, per onorare la sua memoria, il Premio Hamburger ogni anno attribuisce
a un ricercatore scelto per aver portato un contributo fondamentale alla nefrologia.
I premiati nel corso di questi anni sono specialisti che hanno coniugato l’interesse per la
ricerca scientifica e l’esercizio pratico della medicina, trasformando anche quest’ultima in
scienza. Il premio Jean Hamburger è stato attribuito per la prima volta a Willem Kolf e a Belding
Scribner: il primo è stato l’inventore del rene artificiale, il secondo un pioniere della
diffusione della dialisi negli gli Stati Uniti, dove ha fondato a Seattle, alla fine degli anni ’5
0, il primo centro dialisi per il trattamento cronico dell’insufficienza renale. Si deve a Scribner
l’invenzione del dispositivo che permette di collegare il paziente alla macchina di dialisi. Grazie
al lavoro di ciascuno di loro, è cambiato il modo di guardare alle malattie renali e di curare i
pazienti.
Il dott. Remuzzi con le sue ricerche, condotte sempre in parallelo nei Laboratori e presso
gli Ospedali Riuniti di Bergamo, ha contribuito a far capire perché le malattie renali evolvono
verso il danno irreversibile e come si può arrestare questo processo; come avviene il rigetto del
trapianto e come si può fare per attenuarlo, garantendo ai pazienti che ricevono un nuovo organo
una vita migliore e più lunga ; quali sono i meccanismi di alcune malattie molto rare e come
curarle.
Il dottor Remuzzi riceve un riconoscimento pienamente meritato, che rende felici e orgogliosi
l'Istituto "Mario Negri" e tantissimi suoi collaboratori.
Prof. Silvio Garattini
Ufficio Stampa
Francesca Di Fronzo, tel. 035/319888 – cell. 349/4740949, email:
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