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Tumore al polmone nelle donne in Europa
13/07/2005
Tumore al polmone nelle donne in Europa: i tassi di mortalità continuano ad aumentare, ma i trend
in alcuni Paesi e nelle giovani danno nuove speranze
Mentre la mortalità per cancro al polmone negli uomini ha raggiunto un picco alla fine degli
anni '80 e ha iniziato a diminuire nella maggior parte dei Paesi europei, nelle donne si osserva
ancora una tendenza all'aumento.
Uno studio, pubblicato sull'ultimo numero della prestigiosa rivista scientifica Annals of
oncology, mostra dati interessanti a riguardo.
Lo studio, condotto da ricercatori dell'Istituto Mario Negri di Milano, dell'Università
degli Studi di Milano e dell'istituto Universitario di Medicina Sociale e Preventiva di Losanna, ha
analizzato la tendenza alla mortalità per tumore al polmone nelle donne in 33 Paesi europei negli
ultimi quarant'anni.
I risultati mostrano che, in tutta l'Unione Europea, i tassi di mortalità femminile per
tumore al polmone sono aumentati del 23,8% tra l'inizio degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 e
del 16,1% negli anni successivi.
In sei Paesi (Gran Bretagna, Galles, Latvia, Lituania, Russia e Ucraina) negli ultimi dieci
anni c'è stata una tendenza alla diminuzione di mortalità per questo tipo di tumore. Inoltre
è stata osservata una diminuzione della mortalità nelle donne giovani (20-44 anni) in diversi Paesi
europei (Austria, Ungheria, Italia, Olanda, Polonia, Svezia e Svizzera).
I ricercatori che hanno condotto lo studio sostengono quindi che, nonostante la mortalità
per tumore al polmone nelle donne stia aumentando nella maggior parte dei Paesi europei, le
tendenze più favorevoli in alcuni paesi e nelle donne più giovani negli anni più recenti,
suggeriscono che "se saranno attuati interventi efficaci per controllare il fumo di tabacco nelle
donne, l'epidemia di mortalità da tumore al polmone in donne europee non raggiungerà i livelli che
ha raggiunto negli stati Uniti, dove il tumore del polmone costituisce la principale causa di morte
per cancro tra le donne" come ha affermato l'autore principale dello studio, la dottoressa Cristina
Bosetti dell'Istituto Mario Negri di Milano.
Milano, 13 luglio 2005
Prof. Silvio Garattini
Direttore Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario
Negri
SG/115
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