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Bambini poveri e disuguali in Italia
30/05/07
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L'Italia è al 18esimo posto mondiale per sviluppo umano, e al sesto per il benessere dei bambini
tra le nazioni europee, eppure sono circa 2 milioni i bambini e ragazzi italiani "poveri": che
vivono in famiglie sotto la soglia di povertà. Un bambino ogni tre che vive nel sud d'Italia è
povero.
Non sono quindi solo i bambini di Scampia, dei quartieri spagnoli napoletani di Ballarò e
dello Zen di Palermo, ma una intera popolazione eterogeneamente distribuita sul territorio
nazionale. Una popolazione sommersa, invisibile, spesso ignorata.
Vivere in povertà non vuol dire solo non disporre di risorse economiche, vivere in famiglie
con un reddito inferiore al 50% della media nazionale, ma vivere con meno opportunità educative, in
condizioni di minor sicurezza sociale, sanitaria e relazionale.
È questo che ribadisce (anche) il 3° Rapporto sul monitoraggio della applicazione della
Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza in Italia.
Non c'è bisogno di fare lunghi viaggi in altri Paesi, quelli con scarse risorse, quelli del
Sud del Mondo, quelli in cui tutto si gioca tra vita e morte nelle prime ore/giorni dalla nascita.
Ci sono disuguaglianze di benessere profonde ed enormi nelle grandi città dello stesso Nord, che
vanno ad aggiungersi a quelle, risapute e spesso accettate, tra Nord e Sud d'Italia; e i più
deboli, i più esposti sono proprio i bambini e gli adolescenti.
Il Rapporto focalizza alcuni dei ritardi nell'applicazione della Convenzione e propone anche
alcune raccomandazioni: suggerimenti e indicazioni rivolti sì a chi ha responsabilità politiche e
istituzionali, ma non solo. Il gruppo di lavoro, infatti, si è allargato ed è in continua crescita
e questo rappresenta un elemento essenziale di partecipazione sociale a garanzia (odierna, ma ancor
più futura) del diritto alla salute, scuola, uguaglianza e protezione di ogni bambino (e della
comunità in cui vive). Un diritto ancora inevaso per almeno 2 milioni di bambini e ragazzi
italiani.
È possibile scaricare il
comunicato
stampa.
Rita Campi, Maurizio Bonati
Laboratorio per la Salute Materno-Infantile
campi@marionegri.it
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