|
Psicofarmaci ai bambini?
05/04/2007
SÌ: QUANDO PROPRIO NECESSARIO E SOTTO CONTROLLO
Il provvedimento dell'Agenzia Italiana del Farmaco con cui il 28 marzo sono state modificate
le indicazioni terapeutiche della fluoxetina (conosciuta come Prozac®, ma in commercio in Italia
anche con altri 21 nomi commerciali), aggiungendo la possibilità prescrittiva per i bambini a
partire dagli 8 anni di età affetti da depressione medio-grave ha suscitato sugli organi di
informazione commenti spesso emotivi e poco oggettivi (non basati sulle conoscenze scientifiche
disponibili).
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente documentato che la depressione nei
bambini minori di 14 anni rappresenta la quinta causa di malattia nei giovani europei. In
adolescenza il suicidio, spesso legato a un disturbo depressivo, costituisce la seconda causa di
morte. Si stima che oltre il 10% dei bambini soffra di disturbi neuropsichiatrici, rappresentati in
maggioranza da sindromi depressive (2% nei bambini e 8% negli adolescenti). In Italia, sebbene un
accurato e sistematico monitoraggio nazionale dei disturbi neuropsichiatrici ad esordio nell'età
evolutiva non sia ancora attivo, la situazione non dovrebbe differire molto da quella europea.
Secondo i criteri diagnostici internazionali, per poter formulare la diagnosi di depressione
occorre che il medico osservi un bambino con umore marcatamente triste o irritabile che permane
costante per più di due settimane e con la persistente incapacità di provare piacere per le
attività precedentemente gradite. Occorre inoltre che siano anche presenti almeno quattro dei
seguenti sintomi: disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia), aumento o diminuzione significativi
del peso corporeo, fatica o perdita di energia, agitazione o marcato rallentamento psicomotorio,
pensieri di morte, ideazione suicidaria o tentativo di suicidio. L'entità dei sintomi e la loro
valutazione variano considerevolmente e l'accuratezza della diagnosi e la stima della gravità
possono differire tra gli operatori, ma l'elemento caratterizzante è che l'insieme dei sintomi deve
determinare una grave e stabile interferenza nella vita quotidiana, sociale, scolastica e
familiare.
Il primo intervento terapeutico è rappresentato dalla terapia psicologica che in molti casi
(i medio-lievi) è efficace nel ridurre e controllare i sintomi. Nei casi più gravi è invece
necessario ricorrere anche al farmaco (che va quindi aggiunto alla terapia psicologica, anche
familiare, e che non rappresenta, se non in rari casi l'intervento di prima scelta). Sebbene le
informazioni di efficacia e sicurezza degli psicofarmaci nei bambini siano scarse, tra i farmaci
antidepressivi le conoscenze scientifiche disponibili indicano nella fluoxetina il farmaco (oggi)
di scelta.
Le considerazioni che si possono fare circa la prescrizione della fluoxetina sono comuni
all'uso di tutti gli psicofarmaci nel bambino e nell'adolescente e possono essere così
riassunte:
• la diagnosi del disturbo neuropsichiatrico deve essere effettuata da operatori della salute
mentale dell'età evolutiva e deve sempre coinvolgere, oltre al bambino, i suoi genitori, gli
insegnanti e il pediatra di famiglia;
• il programma di trattamento deve prevedere consigli, supporto alla famiglia e al contesto
di vita, e interventi psicologici specifici. La terapia con farmaci dovrebbe essere intrapresa solo
se indicata dal neuropsichiatra
infantile, in accordo con le evidenze riconosciute dalla comunità scientifica
internazionale.
Il provvedimento AIFA già vincola la prescrizione di fluoxetina nei bambini alla presenza di
diagnosi e piano terapeutico degli specialisti di Neuropsichiatria Infantile, in associazione ad un
intervento psicoterapico. Per attuare ulteriormente queste indicazioni, limitare l'uso di
psicofarmaci ai soli casi di reale bisogno e monitorare i percorsi assistenziali dei bambini (e
delle relative famiglie) con disturbi neuropsichiatrici è auspicabile l'attivazione di un Registro
Nazionale specifico per l'uso di tutti gli psicofarmaci nei bambini, sul modello di quanto attuato
con il Registro Nazionale dell'ADHD.
Dr. Maurizio Bonati -
Istituto di Ricer
che Farmacologiche Mario Negri
Dr. Franco Nardocci -
Società Italiana di Neuropsichiatra dell'infanzia e l'adolescenza
Dr. Pietro Panei -
Istituto Superiore di Sanità
Prof. Filippo Calamoneri -
Giunta del Collegio Nazionale Professori Ordinari di Neuropsichiatria Infantile
Milano, 5 aprile 2007
Per ulteriori informazioni:
Dr Maurizio Bonati
Laboratorio per la Salute
Materno Infantile
Mother_child@marionegri.it
tel. 02-39014478
|