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Lo studio CURRENT OASIS-7: un miglior effetto del clopidogrel nei pazienti sottoposti ad angioplastica raddoppiando le dosi


30/08/2009

Sono stati presentati a Barcellona al congresso dell'European Society of Cardiology i risultati dello studio CURRENT OASIS-7 ( Clopidogrel Optimal Loading Dose Usage to Reduce Recurrent Events/Optimal Antiplatelet Strategy for Interventions) , che hanno indicato che raddoppiare la dose di carico e di mantenimento del clopidogrel nei pazienti con sindrome coronarica acuta (SCA) o infarto e sottoposti ad angioplastica, riduce significativamente gli eventi clinici cardiovascolari e l'incidenza di trombosi dello stent. L'effetto è determinato soprattutto dalla riduzione dell'incidenza di infarto prodotta dall'impiego della dose doppia (600 mg di carico e successivamente 150 mg/die per una settimana) di clopidogrel rispetto a quella usata di routine (300 mg di carico e successivamente 75 mg/die).
Lo studio ha indicato inoltre che non ci sono differenze tra dosi basse (75-100 mg/die) e dosi alte (300-325 mg/die) di aspirina, farmaco che viene associato di routine nel trattamento di questi pazienti, sia in termini di efficacia che di sicurezza.
Lo studio CURRENT OASIS-7 aveva l'obiettivo specifico di studiare quali fossero le dosi ottimali di clopidogrel e di aspirina in questi pazienti con SCA sottoposti ad angioplastica entro 72 ore dall'ingresso. Dati recenti suggerivano che raddoppiando la dose di clopidogrel si poteva ottenere un effetto più rapido e potente, che si sarebbe tradotto in un beneficio clinico più importante. C'è poi un'ampia variabilità nelle linee guida dei diversi paesi nel mondo riguardo alle dosi raccomandate di aspirina nelle SCA.
Lo studio, condotto in 597 Unità Coronariche di 39 paesi, ha incluso più di 25.000 pazienti, 17.232 dei quali sottoposti ad angioplastica. In questi c'è stata una riduzione significativa del 15% dell'endpoint primario costituito da morte cardiovascolare, infarto miocardico e ictus nel gruppo trattato con la doppia dose di clopidogrel. Questa riduzione è stata soprattutto a carico dell'infarto, che si è ridotto del 22%. Inoltre si è verificata una riduzione del 42% del rischio di trombosi dello stent. La doppia dose non ha prodotto un aumento delle emorragie cerebrali o fatali. Sono risultate tuttavia significativamente aumentate le emorragie maggiori.
Non si sono osservate differenze significative nel gruppo dei pazienti non sottoposti ad angioplastica.
In termini complessivi, trattando 1000 pazienti con SCA con la doppia dose di clopidogrel per sette giorni si possono evitare 6 infarti e 7 trombosi dello stent con un eccesso di 3 emorragie maggiori e nessun aumento di emorragie fatali o cerebrali. I ricercatori hanno sottolineato che questi risultati rimettono in gioco il clopidogrel, presto fuori brevetto, rispetto ai nuovi e più costosi antiaggreganti della stesso gruppo, ridimensionando le possibili differenze in termini di efficacia e valorizzando i possibili risparmi di costo.
Lo studio CURRENT OASIS-7 è stato coordinato come i precedenti studi della serie OASIS dal Population Health Research Institute della McMaster University and Hamilton Health Sciences, Ontario, Canada, con il supporto finanziario di Sanofi-Aventis e di Bristol-Myers Squibb, produttrici del clopidogrel (Plavix).
Hanno svolto la funzione di coordinatori nazionali per l'Italia Maria Grazia Franzosi, responsabile del Dipartimento di Ricerca Cardiovascolare dell'Istituto Mario Negri, e Giuseppe Di Pasquale, coordinatore dell'Area Cardiopolmonare e direttore dell'Unità Operativa di Cardiologia dell'Ospedale Maggiore di Bologna.

30 Agosto 2009

 

 
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