|
Gemellaggio Policlinico di Milano e Istituto Mario Negri
Firmata una convenzione che istituzionalizza, consolida e amplia le collaborazioni
La Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico
e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’
insieme nella ricerca
Milano, 8 Giugno 2011 - Pier Mannuccio Mannucci, Direttore Scientifico della Fondazione Ca’ Granda Policlinico, e Silvio Garattini, Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, alla presenza del Presidente della Fondazione Ca’ Granda Policlinico, Giancarlo Cesana, hanno sottoscritto una convenzione che regola i rapporti tra i due Enti di collaborazione nella ricerca in atto e gli sviluppi futuri.
Giancarlo Cesana, Presidente della Fondazione Ca’ Granda Policlinico, ha ricordato che: “Le difficoltà che incontra la ricerca in Italia possono e devono essere affrontate anche, come in questo caso, cercando di fare massa critica culturale ed organizzativa, condividendo competenze, strutture ed obiettivi”.
Questo problema, hanno sottolineato Pier Mannuccio Mannucci e Silvio Garattini, verrà affrontato anche presentando progetti comuni, finanziabili con la partecipazione ai bandi di finanziamento della ricerca della Regione Lombardia e del Ministero della Salute.
Numerosi gli ambiti in cui è cresciuta spontaneamente, su iniziativa dei singoli ricercatori, la collaborazione fra il più importante istituto privato di ricerca sui farmaci e la più importante struttura ospedaliera pubblica per produzione scientifica, tra questi: le malattie neurodegenarative, le malattie rare, la ricerca epidemiologica e quella sulle conseguenze dell’utilizzo di molti farmaci soprattutto nella popolazione anziana.
Per quanto riguarda le malattie neurodegenerative, in particolare ma non solo, la malattia di Alzheimer, vede da tempo un lavoro comune, sfociato in diverse pubblicazioni sulle maggiori riviste scientifiche internazionali, dei gruppi guidati da Gianluigi Forloni (Mario Negri) ed Elio Scarpini (Policlinico), la cui collaborazione si va sempre di più indirizzando verso la genetica, al fine di individuare marker che consentano di individuare precocemente la predisposizione alla malattia, per la quale ad oggi non esistono terapie efficaci, ma che potrebbe essere rallentata se venisse diagnosticata nelle sue fasi iniziali, in cui non si manifestano sintomi. Ad oggi, invece, quando la malattia viene diagnosticata si sono già determinati danni irreversibili soprattutto nei meccanismi di trasmissione dei segnali fra le cellule (le sinapsi).
Il Policlinico, al riguardo, potrebbe mettere a disposizione ai fini di questa ricerca la propria PET per segnalare, ad esempio, l’atrofia dell’ippocampo.
Un altro settore in cui le due istituzioni vantano un’indiscussa reputazione e competenza è quello delle malattie rare: il Mario Negri con il Centro di riferimento regionale di Ranica (Bergamo) ed il Policlinico, con le conoscenze e le competenze terapeutiche acquisite come Centro di riferimento regionale per singole tipologie di malattie (es. talassemia), che vanta il numero più rilevante di pazienti seguiti (oltre 4.000 su un totale regionale di 11.000). Un importante, recente successo, ad esempio si è avuto nella cura della sindrome emolitica uremica, grazie al lavoro del gruppo di ricerca diretto da Giuseppe Remuzzi (Mario Negri). Oltre a intensificare l’attività comune di ricerca, Silvio Garattini ha dichiarato la messa a disposizione di un gruppo di ricercatori chimici disponibili ad impegnarsi nella sintesi di farmaci per malattie rare, il cui costo, in tantissimi casi , è proibitivo per le famiglie dei pazienti, ma è anche suscettibile di mettere in gravi difficoltà l’equilibrio delle strutture del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale.
Un altro campo di indagine comune riguarda: invecchiamento, multi-morbilità e politerapia, ovvero la valutazione dei costi e dei benefici, in particolare in termini di aspettative e di qualità della vita, dell’utilizzo contemporaneo di più farmaci da parte di soggetti con più patologie, soprattutto anziani. Una ricerca (progetto REPOSI), diretta da Alessandro Nobili (Mario Negri), condotta attraverso la realizzazione di un registro dei pazienti in Lombardia, ha già evidenziato l’esistenza di interazioni chimicamente rilevanti tra farmaci, con conseguenze negative in primo luogo su fegato e reni, ma anche con pesanti riflessi sulla sostenibilità economica della spesa farmaceutica coperta dal Servizio Sanitario, dato che la spesa per farmaci della popolazione con più di 65 anni, pari al 18% del totale, assorbe quasi il 60% della spesa totale. Lo sviluppo del progetto dovrebbe portare alla realizzazione di un ambulatorio multidisciplinare in grado di definire protocolli terapeutici che, almeno a parità di benefici per la salute del paziente, consentano di ridurre i farmaci somministrati.
Per informazioni
• Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico - Ufficio Comunicazione
Valentina Regonesi - 02 5503.8408 - 335 5793813 - valentina.regonesi@policlinico.mi.it
• Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri – Ufficio Stampa
Metafora - Sergio Vicario 348 9895170, Kibra Sebhat 02 71040091 –
svicario@metafora-mi.it - ksebhat@metafora-mi.it
|