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Il significato delle classifiche tra ricerca e assistenza - Indizi di qualità
Corriere della Sera
27/7/2003
La stesura delle classifiche dei centri che hanno pubblicato più e meglio nel campo della ricerca
clinica ha creato, come atteso, una notevole serie di proteste, in generale abbastanza garbate, ma
talvolta caratterizzate da una permalosità non sempre giustificata.
In realtà ciò che si è voluto fare è stabilire quali ospedali e istituti italiani
contribuiscono di più alla conoscenza degli effetti favorevoli o sfavorevoli delle nuove cure. In
altre parole, ci siamo attenuti alle pubblicazioni di sperimentazioni riguardanti le classiche
quattro fasi della ricerca clinica controllata, nonchè studi osservazionali di sicuro valore.
Ciò è stato ampiamente e credo anche chiaramente spiegato nel primo numero di questi inserti.
Sappiamo bene che ci sono in Italia centri che possono vantare importantissime pubblicazioni, con
alto fattore d'impatto, che riguardano ricerche sperimentali, condotte con le tecniche più
raffinate. Ma questo tipo di pubblicazioni può avere significato in contesti di valutazione diversi
da quello scelto in questa sede.
Noi ci auguriamo che il Corriere della Sera continui in questo tipo di iniziative,
rivolgendosi anche ad altri tipi di valutazione, che possono essere le più varie, dal numero di
visite che vengono eseguite negli ambulatori, al gradimento dei pazienti per quanto riguarda il
trattamento, alla realizzazione di interventi estremamente complessi.
È chiaro che, a seconda dei criteri scelti, vi potrebbero essere classifiche anche molto
differenti, capaci di portare alla ribalta centri che non figurano nel lavoro oggetto di questa
inchiesta. In base a queste considerazioni è chiaro che la pubblicazione di molti studi clinici su
ottime riviste non costituisce di per sè un motivo per far ritenere un ospedale come quello
migliore per farsi curare.
È certo tuttavia che chi dedica tempo a realizzare studi clinici controllati sui farmaci
tenderà dal punto di vista statistico a conoscerli meglio e quindi, si spera, anche a utilizzarli
nel modo migliore. La conclusione di questa serie può offrire a tutti un motivo di riflessione,
considerando che la ricerca è il motore di tutte le attività e quindi anche degli interventi
medici.
Piccoli e grandi centri devono tutti portare il loro contribuito al miglioramento delle
conoscenze perché, indipendentemente dalle classifiche, il sapere medico ha bisogno dell'apporto di
tutti.
Silvio Garattini
27 luglio 2003
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