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La carta del medico

Corriere della Sera


3/6/2003

Possibile che a Niguarda i medici debbano comperarsi la carta per le fotocopie? Succede e non solo a Niguarda. Contenere le spese è ormai il problema dei grandi Ospedali fatti anche di grandi contraddizioni. Troppi letti, troppi medici (in generale) e troppe persone negli uffici dell'amministrazione (500 solo al S. Matteo di Pavia). Ma con un Pronto Soccorso che si fa carico delle grandi emergenze di una città come Milano tutti i giorni (e le notti) dell'anno, e a ferragosto, e a Natale. I malati davvero gravi vanno a Niguarda e al Policlinico. E se in autunno ci sarà la SARS, dopo il Sacco, sarà ancora Niguarda e i grandi Ospedali come Niguarda ( S. Matteo, Brescia, Bergamo).

Ma oggi gli Ospedali non hanno più progetti (che non siano di ridurre le spese) e così si rischia di non stare al passo dell'innovazione. Che in medicina è opportunità di guarire di malattie anche gravissime, ma ci vuole ricerca, capacità decisionali, e servono giovani (medici, e ancora di più ingegneri, matematici, informatici) e risorse.

Se un Ospedale è inefficiente, o spreca gli vanno dati meno soldi. Ma per quegli ospedali che hanno preso sul serio le indicazioni della Regione, sono diventati efficenti, e hanno buoni risultati, ridurre i finanziamenti è un errore che può avere conseguenze imprevedibili per gli ammalati.

È interessante che della carta per le fotocopie hanno parlato i medici. E la Direzione dell'Ospedale? Medici e Direzione Generale dovrebbero lavorare in assoluta sintonia, ma negli Ospedali pubblici questo non succede quasi mai.

È ben strano, a pensarci. Come si fa a chiedere ai medici sempre di più (che poi vuol dire fare sempre meglio spendendo sempre di meno ) senza coinvolgerli fin dall'inizio in quello che gli si vorrebbe far fare. Serve un cambio di mentalità, ma ci vorrà del tempo. E intanto Niguarda? Forse adesso l'Ospedale avrà un po' più di soldi e i medici non dovranno più comprare di tasca loro quello che gli serve per lavorare.

È sempre stato così, ma probabilmente è sbagliato. Invece questa potrebbe essere l'occasione perchè la Regione lanci un piano che metta a confronto le necessità con i soldi disponibili e consenta di fare delle scelte per la salute che siano esplicite e tutti le possano condividere. Non si darà tutto a tutti, ma solo le cose più importanti per le malattie più gravi. E si tralasceranno quegli interventi che a parità di costo producono meno benefici dimostrabili. I soldi si trovano. Come? Cominciando col chiedersi ( i dati la Regione li ha già tutti) perchè in Lombardia Ospedali, che fanno più o meno le stesse cose, e hanno gli stessi risultati, spendono cifre molto diverse.

Se c'è un Ospedale che con 15 medici e 60 infermieri fa 4000 interventi chirurgici all'anno sulle ossa non può esserci un altro Ospedale che per fare le stesse cose deve avere 30 medici e 100 infermieri. Certo, non si può licenziare, ma si possono fare programmi che coinvolgano tutti gli Ospedali della stessa provincia (e si possono trasferire infermieri da un Ospedale piccolo a uno grande dove di infermieri non ce n'è mai abbastanza). Confrontate tutte le situazioni, e con i dati alla mano, la Regione deciderà dove e quanto ridurre, e quali Ospedali invece devono avere più soldi. Forse Niguarda dovrà avere molto di più della carta per le fotocopie e del toner. O forse no.

 

Giuseppe Remuzzi

 

 
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Ultimo aggiornamento: 21 maggio 2012 20.40.28 CEST