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La sperimentazione animale indispensabile per la medicina
Corriere della Sera
11/5/2003
Da qualche tempo è in atto un'offensiva politica e mediatica contro la sperimentazione animale,
quel complesso di ricerche necessario per scoprire nuove terapie e migliorare quelle già esistenti.
Non si tratta di nulla di nuovo perché fin dai tempi di Pasteur esistevano gli oppositori, i
precursori dei nuovi antagonisti della 'vivisezione', un termine non più rispondente alla realtà,
ma utilizzato ad arte per suscitare automaticamente visioni di orrore.
Come è noto la Regione Emilia Romagna ha impedito l'allevamento e l'utilizzazione di cani e
gatti necessari per la sperimentazione biomedica, altre Regioni stanno proponendo simili leggi e a
livello del Parlamento esistono addirittura proposte per abolire definitivamente ogni forma di
sperimentazione animale. Questo movimento è affiancato da gruppi estremisti più violenti che
devastano laboratori, incendiano macchine di ricercatori, inviano sistematicamente messaggi
minatori, fanno picchetti davanti ai laboratori accademici ed industriali ed additano al pubblico
disprezzo nomi e indirizzi di ricercatori su siti internet.
Di fronte a questa situazione è importante informare l'opinione pubblica che la
sperimentazione animale è ancora indispensabile se vogliamo ottenere quei progressi terapeutici che
tutti auspicano. Gli oppositori ritengono che gli animali siano così lontani dall'uomo da non poter
essere utili per una sperimentazione. In realtà gli animali vengono utilizzati come 'modelli'
dell'uomo e ciò per ragioni molto precise. Organi e funzioni degli animali sono simili a quelli
dell'uomo: circolazione, innervazione, sistemi ormonali, mediatori chimici sono comuni. I
meccanismi genetici, la costituzione del materiale genomico, la composizione delle proteine sono
spesso sorprendentemente conservati passando dal topo all'uomo.
Le nuove tecniche di biologia molecolare ci aiutano oggi a modificare gli animali, per
ottenere modelli di malattia sempre più simili a quelli dell'uomo e su questi studiare meccanismi
patologici, nuovi farmaci e trattamenti terapeutici.
Gli oppositori sostengono che l'utilizzo degli animali debba essere considerato obsoleto
perché esistono metodi di indagine molto più recenti fra cui l'impiego delle culture cellulari in
vitro. E' chiara la contraddizione: se gli animali nella loro complessità non sono un adeguato
modello dell'uomo, ancora meno lo saranno poche cellule che crescono in una provetta. Ciò non
toglie che le cellule non siano utili e non abbiano la loro importante funzione nella ricerca
medica.
Non esistono moderni laboratori che non utilizzino tecniche in vitro; se dovessimo fare
un'analisi dei metodi impiegati non vi è dubbio che oggi la maggiorparte delle ricerche riguarda
studi in vitro.Tuttavia queste tecniche non sono affatto alternative ma solo complementari alle
verifiche che per ora vanno fatte necessariamente in vivo.
D'altra parte chi avrebbe il coraggio di sperimentare nell'uomo un farmaco di cui non si
conoscano le reazioni indotte preliminariamente in varie specie animali di piccola e larga taglia?
Ciò non toglie che gli stessi ricercatori, anche solo per ragioni economiche, non siano impegnati a
ridurre il numero degli animali. All'Istituto 'Mario Negri' negli ultimi 20 anni il numero di ratti
e topi è diminuito di circa 5 volte pur essendo aumentato di 4 volte il numero totale dei
ricercatori. Fra l'altro è lo stesso progresso scientifico che ci aiuta. Ad esempio: da oltre un
decennio non si utilizzano più animali per titolare l'insulina, perché oggi l'insulina si può
misurare con metodi chimici. Una volta occorrevano importanti quantità di tessuto per misurare
mediatori chimici cerebrali, oggi non è più necessario grazie al miglioramento delle tecniche
analitiche; la stessa applicazione di tecniche statistiche è di grande aiuto a diminuire l'impiego
degli animali. Gli stessi animali si sono avvantaggiati dei progressi, perché oggi più di ieri gli
animali d'esperimento vengono trattati in modo da evitare ogni sofferenza o stress.
Storicamente l'impiego degli animali è stato indispensabile per il progresso della medicina.
L'opinione pubblica deve sapere che se si riesce oggi a salvare delle vite attraverso trapianti
d'organo è grazie alla sperimentazione animale. Se gli antibiotici possono evitare le epidemie del
passato è grazie alla sperimentazione animale. Se siamo sbalorditi di fronte all'ardire dei moderni
interventi chirurgici è grazie alla sperimentazione animale. Se abbiamo a disposizione farmaci
anti-ipertensivi, anti-ulcera, anti-depressivi e tanti altri per ridurre la mortalità per curare
malattie e migliorare la qualità di vita è ancora grazie alla sperimentazione animale.
Se vogliamo continuare a godere di questi progressi - e ce ne è bisogno considerando tutte le
malattie purtroppo ancora incurabili - l'opinione pubblica deve accettare per il momento l'uso
degli animali così come accetta di utilizzarli per il cibo quotidiano. I ricercatori non sono dei
sadici, sono degli esseri sensibili che spendono lo loro migliori energie per rispondere alle
drammatiche attese di chi soffre.
Silvio Garattini
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