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Perché non armonizzare anche i prezzi del latte in polvere per neonati in Europa?

British Medical Journal online


4/7/2003

I vantaggi dell'allattamento al seno (che riguarda più di 3 milioni di neonati e famiglie europei ogni anno) rispetto all'allattamento artificiale sono ormai indiscutibili. Ciononostante, gli sforzi per promuovere, proteggere e controllare l'allattamento al seno sono ancora scarsi, se paragonati agli interventi di marketing1 . Nel marzo 2000, l'Autorità Italiana per la Concorrenza e il Libero Mercato ha imposto una penalità di 3 milioni di euro a sei delle maggiori ditte produttrici di latte artificiale (presenti non solo in Italia), per aver costituito un damping e concordato il prezzo dei propri prodotti, così da ridurre la competizione e assicurarsi la distribuzione del mercato2.

 

A tre anni di distanza dall’indagine che documentava la grande differenza nei prezzi del latte in polvere in 4 paesi della UE, tra cui l'Italia, è stato effettuato un riesame della situazione. Lo stesso giorno, è stato acquistato il medesimo latte artificiale (uno dei più venduti in Italia) e di uguale confezione (pacchetto da  900 g) acquistato per lo studio di tre anni prima, in una farmacia Italiana (Milano), francese (Parigi), spagnola (Barcellona), inglese (Londra) e tedesca (Bonn). I risultati hanno confermato quanto osservato nello studio precedente: i prezzi variano da  16,38 € (Bonn) a 34,00 € (Milano) per confezione, con piccole differenze tra Francia, Spagna, Gran Bretagna e Germania, ma con grandi differenze tra questi Paesi e l'Italia. Non esiste correlazione tra il prezzo del latte e quello di un prodotto controllato (è stata scelta una delle automobili più vendute in Europa come esempio), del prodotto interno lordo, della inflazione, delle nascite annuali o della percentuale di neonati allattati al seno (tabella).

Costo di un latte artificiale  e di un automobile di riferimento in relazione al prodotto interno lordo, inflazione, nascite annuali, neonati allattati al seno, in 4 paesi Europei


Costo del

Latte

(€/g)

Costo

dell'auto*

(€)

Prodotto

Nazionale

Lordo ° (€)

Indice dei prezzi al

consumo**

Numero di nascite/anno °°

(migliaia)

Bambini allattati esclusivamente al seno a 4 mesi § (%)
Italia 0,0377 14 333 20 010 2,2 511 37
Spagna 0.0196 14 570 14 960 3,0 360 44
Francia 0,0189 13 731 23 670 1,7 732 15
Gran Bretagna 0,0186 14 075 24 500 0,8 668 28
Germania 0,0182 14 570 25 050 1,8 718 33
* Prezzo esente tasse dello stesso modello di base; Commissione Europea sui prezzi delle automobili. ° Banca Mondiale . ** Indice armonizzato dei prezzi al consumo per il cibo, come % di variazione rispetto al mese corrispondente dell'anno precedente; EUROSTAT.  °° UNICEF . § OMS Ufficio Regionale per l'Europa.    

 

Le differenze nei prezzi  rimangono una sostanziale e inaccettabile distorsione nell'ambito di una 'Comunità' definita 'Comune'. In Italia, i sostituti del latte materno sono elencati nell'Informatore Farmaceutico e sono venduti quasi esclusivamente in farmacia, a differenza di altri paesi della UE, dove sono venduti prevalentemente in altri negozi commerciali. I consumatori italiani sono quindi portati a credere che siano prodotti sanitari e che, come i farmaci, siano controllati e la loro distribuzione regolata dall'autorità sanitaria. In tale contesto spetterebbe anche ai medici non solo sostenere l'allattamento al seno, ma attuare comportamenti che favoriscano un abbassamento dei prezzi. Invece succede che i produttori di latte in polvere continuino a offrire aiuti economici alle società e organizzazioni di categoria dei pediatri e degli ostetrico-ginecologi, fondi per incontri e per riviste (spesso di discutibile valore scientifico) e per strumentazione scientifica ambulatoriale e ospedaliera. Tutti questi interventi hanno un costo che si riflette sul prezzo del prodotto che le famiglie, e solo queste, devono sostenere.

Benché  qualcosa si muova nel settore farmaci riguardo ai conflitti di interesse (diretti e indiretti) e alla valutazione dell'informazione, la relazione tra società scientifiche, i medici e i produttori/distributori di latte in polvere è rimasta pressoché inalterata4.

Poiché sembra impossibile (per incapacità o impossibilità) regolare tale disuguaglianza a livello nazionale, è pensabile che solo un intervento in ambito UE potrebbe essere efficace. Il commercio del latte in polvere, se paragonato ad altri segmenti importanti del mercato, come i farmaci o le automobili, rappresenta sicuramente un settore secondario su cui stringere accordi di armonizzazione commerciale e di trasparenza  tra gli Stati della UE. Tuttavia, se si considera che alle differenze di prezzo si aggiunge la mancanza di una politica nazionale per l'allattamento, le scarse e disomogenee iniziative di educazione nutrizionale per i bambini, il numero di famiglie interessate  (considerazioni comuni ad altre nazioni)5 e, infine, la prossima espansione della UE,  la 'distorsione' italiana potrebbe estendersi ad altri paesi e diventare molto 'comune'.

 

 

Maurizio Bonati

Laboratorio per la Salute Materno Infantile

 

 

 

1. Waterston T, Tumwine J. Monitoring the marketing of infant formula feeds. BMJ 2003; 326: 113-4.

 

2. Provvedimento n. 8087 (1328) Latte artificiale per neonato, 2 marzo 2000. (http://www.agcm.it/index.htm)

 

3. Bonati M. Why such diverse prices of infant formula in Europe? Lancet 2000; 355: 321-2.

 

4. Tamburlini G, Marolla L, Bonati M. Italian paediatric association has launched code on competing interests. BMJ 2000; 320: 382

 
5. Sachs M. WHO’s global strategy is tool to protect breast feeding and child health. BMJ 2003; 326:984.

 

 
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Ultimo aggiornamento: 21 maggio 2012 20.47.50 CEST