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Possibile che mangiare la pizza riduca fortemente il rischio tumori?
Da Oggi
22/7/2003
Può sembrare un po' strano e curioso realizzare uno studio per osservare il rapporto fra il
consumo di pizza e il rischio di avere un tumore. In realtà esistono molte ragioni. Anzitutto la
pizza è uno degli alimenti più utilizzati non solo in Italia, ma in tutto il mondo. In qualsiasi
città o paese di tutte le nazioni la scritta "pizza" o "pizzeria" è diventata straordinariamente
popolare. Questa diffusione può avere perciò notevoli implicazioni sulla nutrizione e sui
conseguenti riflessi per la salute. Fra l'altro esistevano già due studi su questo tema. Uno studio
condotto su medici americani aveva rivelato una correlazione inversa fra il consumo di pizza ed il
tumore della prostata. Uno studio italiano aveva mostrato gli stessi risultati rispetto al tumore
del grosso intestino.
È sembrato perciò molto utile corroborare questo secondo studio su una popolazione più
importante dal punto di vista numerico estendendo la ricerca a tutti i tumori del tratto
gastro-intestinale.
Il gruppo di La Vecchia al "Mario Negri" ha utilizzato dati raccolti durante un decennio in
differenti regioni italiane per un totale di 3.000 casi e 5.000 controlli. I risultati sono stati
relativamente chiari perché i forti consumatori di pizza avevano un rischio di avere un tumore
gastrointestinale inferiore rispetto ai non consumatori. Il ridotto rischio era presente non solo
per il tumore del grosso intestino, ma anche per i tumori del cavo orale, della faringe,
dell'esofago e della laringe.
L'effetto favorevole può essere dovuto a varie ragioni che includono alcuni componenti della
pizza quali il licopene presente nella salsa di pomodoro e l'olio d'oliva. Va anche detto che
questi dati italiani dove la pizza è consumata nel quadro della dieta mediterranea non sono
necessariamente validi in Paesi dove la pizza viene utilizzata nell'ambito di diete ricche di
grassi animali e povere di vegetali. Anche questi risultati riguardanti la pizza devono perciò
rappresentare un incentivo a non abbandonare la dieta mediterranea, ricca come è noto di verdure,
frutta, olii vegetali e pesce.
Silvio GARATTINI
Milano, 22 Luglio 2003
SG/gbp
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