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Il Sole 24 Ore


15/3/2004

La spesa pubblica è diminuita perché l'introduzione dei farmaci generici ha determinato una diminuzione anche degli omologhi farmaci con il marchio commerciale. In aggiunta è stato imposto uno sconto, alcuni farmaci sono stati distribuiti dalle farmacie ospedaliere e, almeno in parte, sono diminuite le prescrizioni. Tutto ciò è avvenuto in concomitanza con un aumento del numero di farmaci presenti nel Prontuario Nazionale e perciò concessi gratuitamente. Quindi il Servizio Sanitario Nazionale ha migliorato le sue prestazioni pur avendo conseguito una diminuzione della spesa netta totale.

Perché allora è aumentata la spesa privata? Le ragioni sono probabilmente molteplici e possono essere così riassunte. Circa la metà dell'aumento totale è dovuto alla introduzione dei ticket da parte di alcune Regioni. Non si tratta quindi di un aumento dei consumi, ma di una tassa che non dipende dal Prontuario Terapeutico, ma dalla politica economica attuata dalle singole Regioni.

Per quanto riguarda l'altra metà dell'aumento bisogna anzitutto ricordare che i prezzi dei farmaci di fascia C (quelli che richiedono una prescrizione medica pur non ammessi nel Prontuario) e dei farmaci da banco non sono controllati dallo Stato e quindi possono essere variati a volontà da parte delle industrie farmaceutiche. Nel mix delle varie cause l'aumento dei prezzi contribuisce per circa il 30% dell'aumento totale. In secondo luogo l'aumento della spesa privata per i farmaci da banco e per i farmaci di fascia C è dovuto alla grande pressione pubblicitaria che si realizza per i farmaci di fascia C attraverso gli informatori farmaceutici e per i farmaci da banco attraverso la televisione e gli altri mass-media.

In terzo luogo si deve ricordare che molti dei farmaci della spesa privata non hanno una solida base scientifica e perciò possono rientrare nelle spese inutili, più frutto di una mentalità farmacocentrica piuttosto che determinati da una efficacia terapeutica. Integratori alimentari, vitamine, ricostituenti, epato protettori, antiossidanti, farmaci per la memoria, farmaci antivecchiaia sono alcuni esempi di una spesa che non è affatto necessaria.

In quarto luogo è aumentata anche la spesa privata per farmaci di fascia A: ciò significa che vi sono acquisti da parte di chi non vuole passare attraverso il Servizio Sanitario Nazionale o vi sono state prescrizioni per indicazioni non validate. In questo senso si può fare riferimento alle note della CUF che pongono delle limitazioni nella prescrizione di alcuni farmaci di utilizzo prevalentemente specialistico.

Infine il raffronto non dovrebbe essere fatto anno per anno, ma osservando una serie storica. In questo senso ad esempio la spesa privata per il 2003 per i farmaci da banco è superiore al 2002, ma è quasi eguale a quella del 2000 ed è inferiore alla spesa del 1999.

Si può concludere che il Servizio Sanitario Nazionale ha migliorato le sue prestazioni, mentre i cittadini spendono di più perché, salvo gli aumenti dei ticket, sono ancora vittime di un crescente consumismo farmaceutico.


Silvio Garattini

 

 
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Ultimo aggiornamento: 21 maggio 2012 20.55.05 CEST