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Da il Sole 24 Ore - inserto Sanità


9-15 novembre 2004

I farmaci “ricostituenti” non esistono nei libri di farmacologia sono solo una buona invenzione pubblicitaria. Il termine stesso è molto attraente anche se è assai improbabile che una manciata di vitamine con aggiunta di sali minerali o di aminoacidi possa “ricostituire” un organismo in cattive condizioni di salute. Una volta le vitamine erano certamente utili – e continuano ad esserlo in casi estremi – quando l'alimentazione era carente per quantità e varietà.

Ma oggi almeno nei paesi industrializzati con l'abbondanza di cibo ben conservato l'apporto delle vitamine necessarie all'organismo è fondamentalmente assicurato. Poiché tutto ciò è facilmente comprensibile, i produttori di vitamine stanno utilizzando a scopi promozionali un filone di ricerche che si occupa dei processi ossidativi nell’organismo.

Nonostante le reazioni di ossidazione facciano parte di molti processi fisiologici a livello cellulare, si ritiene che un eccesso di ossidazione (stress ossidativo) possa essere alla base di tumori, di malattie cardiovascolari nonché dell’invecchiamento.

Molti meccanismi sono stati in parte postulati ed in parte dimostrati a sostegno di queste ipotesi. In particolare la evidenza epidemiologica che vegetali e frutta sono ricchi di sostanze antiossidanti e proteggono da tumori e malattie cardiovascolari rappresentano un importante elemento della teoria ricordata più sopra.

Tuttavia occorre sottolineare che frutta e verdura contengono molte altre sostanze antiossidanti ed anticancerogene non solo riconducibili alle vitamine ad attività antiossidante quali il b-carotene e le vitamine A (acido retinoico), C (acido ascorbico) ed E (a-tocoferolo).

Grande attenzione, attraverso numerosi studi sperimentali e clinici, è stata perciò dedicata alla possibilità di ridurre tumori e mortalità attraverso l’uso protratto di vitamine ad azione antiossidante.

Recentemente un gruppo di ricercatori, fra cui l’italiana Rosa G. Simonetti dell’Ospedale V. Cervello di Palermo, ha pubblicato su The Lancet la meta-analisi di una serie di studi riguardanti l'effetto delle vitamine antiossidanti. I risultati sono per molti versi inattesi. L'attenzione è stata concentrata sulla comparsa di cinque tipi di tumori gastrointestinali (esofago, stomaco, colon-retto, pancreas e fegato) in 131.727 pazienti trattati ogni giorni per un periodo di 2-4 anni con vitamine antiossidanti in varie combinazioni o con placebo.

Il risultato, riassunto in poche parole, stabilisce che non si sono ottenute evidenze riguardanti la possibilità che le vitamine antiossidanti prevengano i tumori dell'intestino; anzi, si è osservato un aumento della mortalità. Gli Autori hanno calcolato che per ogni milione di persone esposte a miscele di vitamine antiossidanti (beta-carotene, vitamina A, C ed E) si osservano circa 9000 morti premature. Il dato è ovviamente preoccupante perché il trattamento mostra tossicità in assenza di benefici terapeutici. Le dosi che sono state impiegate (beta-carotene 15-50 mg; vitamina A 1,5-5 mg; vitamina C 120-2000 mg; vitamina E 30-600 mg) non sono molto diverse da quelle presenti nei ricostituenti (ribattezzati integratori alimentari o prodotti anti-ossidanti) o per le dosi più alte a quelle prescritte in terapia (in particolare la vitamina E come protettore cardiovascolare). Per quest'ultima utilizzazione uno degli studi GISSI ha dimostrato che l'assunzione di vitamina E non è in grado di ridurre la comparsa di infarti miocardici e l'entità delle morti cardiovascolari.

Questi studi rappresentano un chiaro esempio di come si debba sempre essere critici nei confronti dei trattamenti farmacologici e non, che vengono proposti sulla base di impressioni derivanti anche da deduzioni in apparenza logiche. Il “tanto male non fa” che è alla base di molte prescrizioni di farmaci qualche volta rivela invece aspetti dannosi per la salute quando si realizzino studi clinici controllati. Occorre perciò sempre diffidare di tutto ciò che non ha una base scientifica; la scienza non è infallibile, può sbagliare, ma rappresenta comunque nell'insieme la migliore ed insostituibile fonte di informazione.

Bisogna resistere alla tentazione di ingerire pillole per rallentare l'invecchiamento o per prevenire i tumori. Molti nomi attraenti quali integratori alimentari o antiossidanti o antiradicali liberi possono in realtà nascondere insidie che possono essere rese evidenti solo dai grandi numeri. Frutta e verdura in abbondanza nonché altre buone abitudini di vita sono ancora la base per poter prevenire il rischio di molte malattie, tumori inclusi.

Silvio GARATTINI

 

 
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Ultimo aggiornamento: 21 maggio 2012 21.06.34 CEST