|
L'Italia come gli USA, 12 mila cause l'anno contro i medici
Corriere della Sera
20/8/2004
“E se un giorno decidessimo di non curare più gli avvocati?” Pare che negli Stati Uniti non ci sia
medico che non abbia avuto almeno una denuncia. In Italia le azioni legali (contro i dottori)
sono dieci, dodicimila all'anno e gli Ospedali pubblici e privati insieme spendono dieci miliardi
di euro per risarcire incidenti ed errori dei medici (malpractice dicono gli anglosassoni degli
errori dei medici). Lo stesso succede in Inghilterra (le richieste di danni a carico dei medici
sono aumentate del 500 per cento in pochi anni), Canada, Francia, Spagna. E negli Ospedali
c'è un fenomeno nuovo: assicurarsi è sempre più difficile. Dieci anni fa se c'era un bando,
partecipavano in tanti. Oggi quando va bene, risponde una compagnia, certe volte nessuna.
Ci sono Ospedali che riescono ad assicurarsi solo con compagnie straniere, ma il
premio per la copertura continua ad aumentare (un Ospedale di 800 letti, spende 2 milioni di euro
all'anno). E non basta. Le compagnie oggi impongono una franchigia (che arriva fino ad un milione
di euro) e per eventi avvenuti comunque nel periodo assicurato, rispondono solo fino a tre anni
dalla scadenza del contratto (ma il codice civile dice dieci). In Italia in 20 anni di attività, un
medico ha almeno 80 probabilità su 100 di avere un avviso di garanzia. Ha anche 80 probabilità su
100 di venire assolto, a dimostrazione che la maggior parte delle cause intentate contro i medici
si rivela priva di fondamento. Intanto la paura di azioni legali sta cambiando le regole che
dovrebbero ispirare gli atti medici.
Esami e consulenze tante volte vengono chiesti non perché servano, ma per paura
dell'avvocato e tanti medici preferiscono evitare certe procedure, magari necessarie, se comportano
qualche rischio (se si tralascia di fare qualcosa si rischia di meno che se si procura un danno).
Negli Stati Uniti - in Italia non ancora ma ci si arriverà - il contenzioso fra medici ed
ammalati è alimentato da avvocati senza scrupoli. Determinati, colti (si sono fatti abbastanza
conoscenze di medicina da sapersi orientare), questi avvocati, di loro iniziativa,
consigliano chi è stato dimesso da un Ospedale o ha avuto a che fare con un medico, a fare denuncia
per cercare di avere un risarcimento. Sempre e comunque. Ma i dottori americani sono stanchi.
Proprio in questi giorni c'è polemica. Il dottor Chris Hawk, un chirurgo di South Carolina, ha
presentato all'Associazione dei medici americani, un ordine del giorno che è una sfida. Cosa
vuole? Che i medici, tutti insieme, si rifiutino d'ora in poi di curare questi avvocati, i loro
familiari, e le loro segretarie. La mozione di Hawk non è stata approvata. (I medici hanno sempre
curato tutti, anche i nemici in guerra, anche i terroristi.
E’ una regola di comportamento cui nessun medico dovrebbe venir meno). A favore di Hawk però
si è schierato Clinton Miller, un neurochirurgo molto famoso che lavora a New Hampshire. Miller in
25 anni di carriera, non è mai stato denunciato, da nessuno. Avrebbe uno stipendio, tolto le tasse,
di 146 mila dollari. Ma l'anno scorso ne ha dovuti spendere 84 mila di assicurazione (più di quanto
è rimasto a lui). In Florida molti neurochirurghi hanno deciso di ridurre l'attività e non operare
più i casi urgenti (soprattutto incidenti stradali): il rischio di denunce è troppo alto. Così
adesso in tutto lo Stato, ci sono solo quattro neurochirurghi che operano in emergenza. Capita di
arrivare ad un Pronto Soccorso con un trauma cranico, che sarebbe da operare, e non trovare nessun
chirurgo disposto a farlo.
Qualcosa bisognerà cambiare e presto, perché questa conflittualità rischia di paralizzare i
sistemi sanitari (o di renderli costosissimi). E allontana i giovani dal desiderio di essere
medico, negli Stati Uniti sicuramente, ma presto sarà così anche in Europa. In Italia, per fortuna,
medici ce ne sono (a dire il vero anche più di quelli che servono) ma cominciano a scegliere le
attività dove si rischia di meno. Avanti di questo passo, tra un po', l'esperto di agopuntura -
ammesso che debba essere un medico - si troverà facilmente. Il problema sarà trovare un ortopedico
o neurochirurgo. Detto questo i medici sbagliano, sia chiaro. Come tutti gli altri, né più né meno.
Ma non è detto che la questione degli errori in medicina si debba risolvere sempre e solo nelle
aule dei tribunali.
Giuseppe Remuzzi
|