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I piccoli ospedali
Corriere della Sera, Lombardia
6/8/2004
La Lega, con una lettera di Attilio Fontana, costringe il Presidente Formigoni a fare un passo
indietro: no alla chiusura dell'Ospedale di Cittiglio, quello dei primi soccorsi
all'onorevole Bossi. Così i “Lombardi” si schierano contro un provvedimento di giunta e
ripropongono la questione dei piccoli Ospedali. “E' la dimostrazione che servono. Varese
dista solo 15 chilometri, è vero, ma la strada era innevata, e c'era traffico, non fosse
arrivato a Cittiglio, Bossi forse sarebbe morto”. Hanno ragione? Probabilmente no. Intendiamoci,
tanto di cappello a medici e infermieri, per aver fatto quello che hanno fatto,
con tutte le difficoltà dei piccoli Ospedali. Per esempio a Cittiglio l'anestesista quando serve
deve venire da casa (che forse è anche più lontana della distanza fra Cittiglio e Varese). ‘Per
puro caso quella mattina l'anestesista si è presentato con un po' di anticipo' .
E il giorno che per puro caso arrivasse un po' dopo ? Si dirà: basta aumentare l'organico e
mettere a Cittiglio tutto quello che serve. Va bene, ma per affrontare le emergenze ci
vogliono medici e infermieri molto speciali, pronti 24 ore su 24. E non è solo questione di
anestesisti. Per le crisi acute di cuore servono cardiologi che sappiano esplorare le coronarie
(senza fare guai), dilatarle con un palloncino, e metterci una molletta - i medici dicono ‘stent' -
per impedire che si richiudano. E non basta che siano bravi, devono farne centinaia all'anno
di questi interventi, se no c'è il rischio di complicazioni. Per tutto questo poi servono
apparecchiature costosissime.
E si deve saper scegliere lo ‘stent’ giusto tra i tanti che propone l'industria (se no si
spende un capitale). Fra qualche anno si potrà, prima dell'intervento, ricostruire, al
computer, l'immagine delle coronarie. Renderà l'intervento più sicuro, ma per questo servono
ingegneri, matematici, informatici. Tutto a Cittiglio? Perché no, dirà chi vuole salvare Cittiglio.
Ma allora si dovrà chiudere la cardiologia di Varese (a meno che qualcuno non pensi che si possano
avere due strutture così complesse a distanza di 15 chilometri). E dopo, cardiologia a Cittiglio e
cardiochirurgia a Varese ? No, è fuori da ogni logica, è molto meglio darsi da fare per avere
strade migliori, un buon servizio di ambulanze ed eventualmente di elicotteri. I piccoli Ospedali
vanno chiusi, ma non tutti e non solo perché sono piccoli.
Quelli delle zone più disagiate (nebbia per molti mesi all'anno o neve in
montagna) vanno certamente mantenuti (a dire il vero andrebbero potenziati). Così come quegli
Ospedali relativamente piccoli che hanno centri di eccellenza e svolgono servizi essenziali.
Per gli altri, prima si trova la forza di chiuderli, meglio è. C'è in Lombardia un disperato
bisogno di infermieri: se si rinuncia agli Ospedali che non servono ci saranno
abbastanza infermieri per gli Ospedali grandi. E poi ci sono gli anziani, soli o che non
hanno possibilità di essere assistiti in famiglia. Perché non trasformare i piccoli Ospedali in
residenze per loro (con medici e infermieri se serve)? Fare residenze per anziani
- che siano anche abbastanza confortevoli - sarà certamente un costo, ma è niente a confronto
di quello che costa un Ospedale. Così si potrebbe, forse, mettere d'accordo sindaci (che ai loro
piccoli Ospedali non rinunciano) e Regione (che giustamente, li vorrebbe chiudere). Perché
non provare?
Giuseppe Remuzzi
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